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L’acquedotto patrimonio dell’umanità

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Dal 1762 l’Acquedotto Carolino cominciò a trasportare l’acqua dalle sorgenti del Fizzo sul monte Taburno fino al complesso di San Leucio e al parco della Palazzo Reale di Caserta, per 38 chilometri di percorso attraverso le campagne della Valle di Maddaloni.

Fu una delle opere architettoniche e ingegneristiche che, nel XVIII secolo, destarono maggiore attenzione da parte del mondo verso il territorio campano.

Un tratto denominato Ponti delle Valli, con i suoi 529 metri, fu il ponte più lungo d’Europa del suo tempo.

Oggi l’Acquedotto Carolino è bene protetto dall’UNESCO insieme ai luoghi che costituiscono il Patrimonio dell’Umanità.

Il grande numero di visitatori nel corso delle Giornate Europee del Patrimonio, la passione di gruppi nati spontaneamente sul web come Proteggiamo l’Acquedotto Carolino di Valle di Maddaloni – CE, il suo valore sociale come straordinario simbolo di collegamento tra natura e cultura, ci fanno sperare che questo luogo possa essere sempre più al centro delle aspettative di rinascita culturale per le comunità che lo amano e lo animano.

Massimo Bray

Massimo Bray è nato a Lecce, ha studiato a Firenze, vive a Roma. Dopo la laurea in Lettere e Filosofia, conseguita nel 1984 e un itinerario da borsista a Napoli, Venezia, Parigi, Simancas, nel 1991 entra all’Istituto della Enciclopedia Italiana fondato da Giovanni Treccani, come redattore responsabile della sezione di Storia moderna dell’Enciclopedia La Piccola Treccani. Non lascerà più l’Istituto, fino all’elezione al Parlamento: nel 1994 ne diviene il direttore editoriale. In questo ruolo, mantenendo intatto il rigore che contraddistingue un’istituzione culturale di così grande prestigio, ne ha seguito l’apertura al web con grande entusiasmo. Il progetto di definire l’Enciclopedia degli italiani online è il modo di interpretare la missione della Treccani nel XXI secolo. La scelta è quella di mettere a disposizione di un numero sempre maggiore di utenti un patrimonio di conoscenza di alta qualità; la convinzione è che il nostro Paese debba elaborare nuove forme di gestione del patrimonio culturale, coniugando la forza dei contenuti con le innovazioni tecnologiche. Massimo Bray è stato anche direttore responsabile della rivista edita dalla Fondazione di cultura politica Italianieuropei, che ha tra i suoi principali obiettivi quello di elaborare analisi e riflessioni pubbliche sui nodi cruciali dell’innovazione politica ed economica europea. La fondazione è un luogo di incontro tra le diverse tradizioni culturali del riformismo italiano. Sull’edizione italiana di Huffington Post è autore di un blog dedicato all’esperienza della cultura, con particolare attenzione all’editoria tradizionale e digitale. Ha presieduto il consiglio d’amministrazione della Fondazione La Notte della Taranta, che organizza il più grande festival europeo di musica popolare, dedicato al recupero della pizzica salentina e alla sua fusione con altri linguaggi musicali, dalla world music al rock, dal jazz alla sinfonica. Grazie al lavoro del gruppo di competenze che gestisce la Fondazione e soprattutto alla straordinaria coralità dei talenti musicali coinvolti nell’Ensemble Notte della Taranta, il festival è divenuto, negli anni, un riconosciuto modello culturale che, di edizione in edizione, non cessando di produrre nuove forme di elaborazione artistica, ha cominciato a produrre interessanti economie per il territorio. Alle elezioni politiche del 2013 è stato eletto deputato nelle fila del Partito democratico e il 28 aprile 2013 è stato nominato ministro per i Beni, le attività culturali e il turismo del governo presieduto da Enrico Letta. Su Twitter è @MassimoBray.

One comment

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    Ettore Ventrella

    12 Novembre 2014 - 13:18

    Preg.mo Massimo Bray, attendiamo le Tue considerazioni in merito al Tronco di San Benedetto, completamento dell’ Acquedotto Carolino realizzato nel 1772 da Luigi e Carlo Vanvitelli per riportare l’acqua a Napoli attraverso il territorio di Maddaloni e ormai ridotto a discarica.

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