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Al Sud c’è troppa povertà di conoscenza. Ecco i dati Ocse

Trento, Friuli Venezia Giulia e Veneto al top con Olanda e Finlandia. Sicilia e Calabria giù, nelle posizioni più basse, assieme a Romania e Bulgaria. E’ un’Italia spaccata in due quella che emerge dall’indagine Ocse-Pisa 2012 sulle competenze degli studenti quindicenni in matematica, scienze e lettura.

Un’Italia a due velocità, con eccellenze matematiche al nord est e risultati molto al di sotto della media Ocse al sud. Se nella classifica mondiale delle competenze matematiche gli studenti del nord est si collocano a ridosso della top ten, vicini alle eccellenze di Shanghai e Singapore, i ragazzi che studiano nelle scuole del sud occupano invece posizioni vicine ai ”fanalini di coda d’Europa”.

La diversità di performance in molte aree del Mezzogiorno, dove si registrano risultati in generale al di sotto della media italiana”, ha osservato il ministro dell’Istruzione, Maria Chiara Carrozza, obbliga a ”guardare con più attenzione a queste aree, come abbiamo già iniziato a fare con il decreto istruzione, con maggiori investimenti per la lotta alla dispersione scolastica nelle zone più a rischio”.

A fronte di un punteggio medio Ocse in matematica di 494, la Calabria, ultima regione d’Italia, si ferma a 430. I ragazzi trentini invece arrivano a quota 524. Sopra la media nazionale (485) si collocano, in generale, nord ovest e nord est; il centro Italia rimane sulla media, mentre il sud è al di sotto. Con l’eccezione di Puglia e Abruzzo che ottengono risultati migliori rispetto alla propria macro area, avvicinandosi alla media nazionale, mentre il Lazio è l’unica regione del centro a essere sotto la media.

Un andamento simile, rileva l’indagine, lo si ha anche per quanto riguarda le competenze in lettura e scienze. Al sud, si sottolinea nella sintesi dei dati Pisa elaborata dall’Invalsi, c’è anche ”una maggior concentrazione di studenti che hanno basse competenze in matematica”: se la media nazionale dei ”poveri di conoscenze” è del 25%, al sud cresce fino al 34%. E di pari passo con il rendimento scolastico va l’andamento disciplinare. Due variabili strettamente collegate, secondo l’Ocse. In Italia la percentuale di chi non è mai arrivato tardi a scuola e’ molto più elevata in Veneto, Trento, Bolzano, Emilia, Friuli (con punte del 75%); nel Lazio scende al 59%, in Calabria al 54%. Per quanto riguarda infine l’assiduità nella frequenza: i sempre presenti vanno da un minimo del 37,7% della Campania a un record di quasi l’80% registrato a Bolzano.


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