Così le tv hanno oscurato i 200mila del #unomaggiotaranto

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Qualcuno di voi ha visto in qualche telegiornale un cenno al Primo Maggio di Taranto? Io non ho avuto questa fortuna e forse non solo io (eppure ne ho seguiti parecchi e su ogni rete). Anche oggi, speciali a non finire sul Primo Maggio a Roma, nemmeno un secondo per dire: e poi un branco di sfigati terroni si è incontrato, facendo malissimo, si capisce, in una città avvelenata che vuole rinascere.

Duecentomila invisibili. È la caricatura del giornalismo, quando diventa “di Stato”, nella tv di Stato, in soccorso di quanto fa parte di un sistema unico del potere di Stato, quindi, anche dei sindacati “ammessi e accettati”.

Fossi sindacalista, mi sentirei offeso (da giornalista, mi ci sento già).

I fatti non si cancellano: si riferiscono; poi, volendo, si discutono, si contestano e si accetta la replica, poi si lascia decidere a chi riceve quelle comunicazioni. Il tutto, magari, con qualche squilibrio più di qua o di là, perché il mondo e noi non siamo perfetti.

Ma come si fa a ignorare un avvenimento enorme, a non chiedersi: cosa sta succedendo, se in alternativa al Primo Maggio di quelli che prendevano mezzo milione di euro dall’Ilva, ogni anno, per un centro culturale “attenzionato” dalla magistratura, si riversa in un prato l’equivalente dell’intera popolazione di una città (e qualcosina in più)? I dinosauri del potere e dell’informazione (vabbe’, quella che chiamano tale) non hanno capito che il tempo del “decido io chi esiste e chi no” è finito. Ma non sanno fare altro.

Esorcizzano il nuovo, fingendo di non vederlo, arroccandosi nella difesa di modi, relazioni, compromissioni e privilegi reciprocamente concessi e riconosciuti e liturgie autocelebrative.

L’amarezza per la meschinità di questi comportamenti non mi fa dimenticare che nulla è monolitico: nei partiti, nelle istituzioni, nei sindacati c’è tanta gente onesta, di valore, imprigionata in percorsi che non riescono a modificare, soffocati nella loro aspirazione a far meglio. Incontrarsi, trovare azioni da condividere, perché no? I tarantini stanno facendo moltissimo; e così altri nella Terra dei Fuochi, in Calabria e Sicilia, per il lavoro e contro le mafie, in Lucania contro la colonizzazione petrolifera.

Consentitemi di dirlo: vi conosco, so che siete tanti, ma non riuscite (e se sì, poco) a coordinarvi. Dimenticate quel che vi (ci) divide, perché molto vi (ci) unisce. Numeri, idee, strategie e volontà ci sono già, ma faticano a connettersi, per diventare massa critica. Un passo, amici miei, un passo ancora, nella direzione giusta, perdendo qualcosina di se stessi, per ricevere in cambio un mondo.

Pino Aprile

È stato vicedirettore di Oggi e direttore di Gente, ha lavorato in televisione con Sergio Zavoli nell'inchiesta a puntate Viaggio nel sud e a Tv7, settimanale di approfondimento del TG1. È autore di libri tradotti in più lingue come Elogio dell'errore, Elogio dell'imbecille e Terroni. Conclusa l'esperienza di direttore di Gente si è occupato principalmente di vela e altri sport nautici, dirigendo il mensile Fare vela e scrivendo alcuni libri sul tema, come Il mare minore, A mari estremi e Mare, uomini, passioni. Nel marzo 2010 ha pubblicato il libro Terroni, un saggio giornalistico che descrive gli eventi che hanno penalizzato economicamente il meridione, dal Risorgimento ai giorni nostri. L'opera è divenuta un bestseller, con 250.000 copie vendute[1]. Per questo libro, il 29 maggio 2010, gli sono stati conferiti, fra gli altri, a Palermo il Premio Augustale, a Reggio Calabria il Rhegium Julii, ad Aliano il Premio Carlo Levi, ad Avezzano il Premio Marsica. Dal libro nasce lo spettacolo teatrale omonimo con l'attore Roberto D'Alessandro e musiche di Mimmo Cavallo. Per iniziativa di Marcello Corvino, della Promomusic, dagli ultimi tre libri di Aprile e dalle canzoni brigantesche e meridionaliste di Eugenio Bennato, è tratto il lavoro teatrale Profondo Sud, con cui i due autori hanno esordito l'estate del 2012. Nell'agosto 2011 gli è stata conferita la cittadinanza onoraria di San Bartolomeo in Galdo; il 19 gennaio 2012, quella di Ponte, in provincia di Benevento, e il 1º febbraio 2012 quella di Laterza, in Provincia di Taranto e il 27 dicembre 2012 quella di Caccuri in provincia di Crotone. L'11 novembre 2011, a New York (Manhattan), in coincidenza con la presentazione dell'edizione americana di Terroni, ha ricevuto il premio "Uomo ILICA 2011" (Italian Language Inter-Cultural Alliance) e il 10 agosto 2012 si è aggiudicato il primo premio della prima edizione del Premio Letterario Caccuri dedicato alla saggistica.

Comments (2)

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    vittorio

    7 Maggio 2015 - 05:13

    Evidentemente chi scrive non ha visto il tg nazionale tg3 mi domano a che pro si scrive prima documentarsi ma l italua e ‘ cosi disoccupati competenti a spasso e incompetenti, c e stato un ampio servizio sul tg3 hanno intervistato anche mietta che ha detto che ha perso la cugina e uno zio x tumore allora caro mr. Incompetente prima di dire oscurato documentati a fondo

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    Alfredo

    7 Maggio 2015 - 12:52

    Io non l’ho visto questo servizio sul concerto manifestazione di Taranto. Rimane quindi il fatto che non si è avuta la dovuta attenzione visto il luogo e l’importanza della data e per calcolo politico è stato deciso di dare solerte, ampia e interessata divulgazione solo al concerto di Roma. Attenzione mantenere il popolo poco e male informato fa parte del gioco del potere.

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