C’è anche un lucano tra i candidati al Premio Nobel per la Pace 2018. E’ Enzo Cursio, nominato dal Premio Nobel per la Pace del 1976, Mairead Maguire.

Il prestigioso riconoscimento è il primo passo per l’assegnazione del Premio Nobel per la Pace che prevede che le candidature, formulate dai Premi Nobel in carica e da altre rilevanti personalità, vengano sottoposte al Comitato Norvegese per i Nobel entro l’1 febbraio di ogni anno. La procedura, che segue precise regole, si concluderà il 10 dicembre con l’assegnazione del premio ad Oslo.

Enzo Cursio è nato a Viggiano, è un giornalista italiano, un attivista per i diritti umani e lavora presso la FAO delle Nazioni Unite come coordinatore dell’Alleanza dei Premi Nobel per la Pace per la Sicurezza alimentare e la Pace.
Nonostante i suoi impegni di lavoro e di attivista lo spingano a viaggiare molto, Cursio ha ancora forti legami con la Basilicata; infatti è l’Amministratore della Fondazione Città della Pace per i Bambini Basilicata e collabora da oltre venti anni con il Premio Nobel per la Pace Betty Williams che la presiede.

La Fondazione attualmente accoglie insieme ai suoi partner oltre 300 rifugiati e richiedenti asilo e, con la sua guida, ha adottato il modello dell’accoglienza diffusa. Il suo slogan è proprio: “Accogliamo i rifugiati per costruire un mondo migliore”.

“Nominando Mr. Enzo Cursio per il Premio Nobel per la Pace -ha commentato Mairead Maguire – sono sicura che questa candidatura sia in linea con i criteri e gli intenti individuati da Alfred Nobel quando istituì il suo premio per i Campioni della Pace. Un titolo che io sono convinta possa essere pienamente meritato da Enzo Cursio”.

Nel dicembre 2017 Enzo Cursio ha promosso e contribuito a organizzare con la Santa Sede il Symposium sul Disarmo Nucleare supportato da Papa Francesco presso il Vaticano che, per la prima volta, ha coinvolto in una conferenza i responsabili delle Nazioni Unite, i Premi Nobel per la Pace, esponenti religiosi e rappresentanti della società civile particolarmente coinvolti per la conclusione della guerra, il disarmo nucleare e la fine della corsa agli armamenti.