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Era nel commando che uccise il generale #Giorgieri. Ora #Bitonto gli affida la #biblioteca

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Prima le critiche del presidente pugliese dell’associazione italiana bibliotecari, Waldemaro Morgese.

Ora le polemiche per il coinvolgimento nella gestione di Fabrizio Melorio, ex componente delle Brigate Rosse Unione Comunisti Combattenti e processato per l’omicidio del generale Licio Giorgieri. Nonostante il grande sforzo mediatico ed economico, non parte nel verso giusto il rilancio della Biblioteca di Bitonto.

Morgese aveva già detto che sulla “Eustachio Rogadeo” sarebbero arrivati finanziamenti a pioggia e la gestione sarebbe stata affidata a personale non qualificato (clicca qui per vedere il servizio). Ora la biblioteca si ritrova al centro di un altro polverone.

La gestione, come noto, è stata infatti affidata, attraverso una gara d’appalto, all’Istituto don Luigi Sturzo di Roma, che da qualche anno sta curando in realtà una lunga serie di progetti a Bitonto. La spesa prevista è di circa 800mila euro. Responsabile dell’area formazione dello stesso Istituto è appunto Melorio. Che non è l’unico ex brigatista ad aver collaborato per il “Don Luigi Sturzo”.

Nel 2005, infatti, per l’istituto aveva lavorato come docente per un master su finanziamenti e progettazione culturale anche Claudia Gioia, condannata per l’assassinio di Giorgieri e, dopo essere tornata in libertà, nominata consulente del Museo di Arte Contemporanea di Roma. Melorio, nel frattempo, si è specializzato in euro progettazione, ma il suo passato non è stato dimenticato da tutti, scatenando una scia di polemiche ferocissime sui social network. Anche perché a Bitonto non si sono ancora spente le critiche per la presenza di Barbara Balzerani, che lo scorso dicembre presentò in città un suo libro.

La Balzerani fu processata per l’omicidio del poliziotto bitontino Michele Tatulli, alla cui memoria è dedicata una lapide a Palazzo di Città e un cippo commemorativo in piazza Caduti del Terrorismo. All’epoca, il sindaco Michele Abbaticchio precisò di non sapere dell’iniziativa e che dal Comune non era arrivato alcun patrocinio. Questa volta, almeno per ora, nessun commento.

Mauro Denigris

Nato 40 anni fa in Svizzera, laureato in Giurisprudenza, giornalista professionista dal 2003, già corrispondente della Gazzetta del Mezzogiorno. Ho vinto il premio Saint Vincent nel 2004, sono stato finalista al premio Ilaria Alpi nel 2009 e ho ricevuto una menzione speciale al premio Giornalisti del Mediterraneo nel 2009. Direttore di As da luglio 2012 a luglio 2013.

Comments (8)

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    maurizio

    15 Luglio 2015 - 11:56

    potente la cia per i suoi servitori!!!

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      sg

      16 Luglio 2015 - 08:52

      Ma davvero…..?

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    mexsilvio

    15 Luglio 2015 - 15:34

    non conosco le persone ..!!!
    giudico pero’ inopportuno che personaggi che hanno di fatto ostacolato con ogni mezzo la cosa pubblica , lo stato , ed si sono macchiati di crimini , vivano a spese della pubblica amministrazione ..??

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    Rolando Cicatelli

    15 Luglio 2015 - 16:44

    Polemiche facili su chi ha gia pagato ampiamente per i suoi sbagli. Dovrebbero sentirsi per il resto della loro vita come cittadini di serie B? Stiamo parlando di fatti accaduti decenni fa, mentre magari a fare polemiche ci sono gli amici di persone inquisite per mafia ed altri reati ancora nel nostro parlamento. La solita Italiella, patria di grandi personaggi,
    ma soprattutto di una infinita’ di idioti.

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      sg

      16 Luglio 2015 - 08:49

      Sono cittadini di serie B … e per loro spontanea e ragionata scelta.
      Nessuno li ha costretti a diventare assassini che ,,,anche se hanno pagato il debito con la comunità civile ….hanno comunque un debito di sangue che MAI potrà essere pagato bei confronti dei loro familiari..
      Quindi …eviterei al tuo posto .e dopo quanto hai scritto ….di parlare di idioti .
      Questa gente in altri paesi la cacciano in galera per tutta la vita.

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      carlo

      16 Luglio 2015 - 09:54

      …hai ragione, la solita italietta ! In paesi civili (Svizzera, Germania, Inghilterra ecc..) dove i valori dell’etica, della morale, della vita, della proprietà privata, della giustizia son tenuti in debita considerazione, personaggi come quelli della Balzerani, del Fabrizio Melorio e “compagni vari che hanno sbagliato” rendendosi responsabili di di omicidio e terrorismo nonchè atti di eversione contro lo Stato starebbero in cella a VITA….. e la vicenda di cui sopra ben rappresenta la condizione di un paese sbragato come il nostro, riconoscibile anche da un idiota, a meno che non rientri in quella schiera di dementi buonisti o anarcoidi che lo ritengono uno stato di regime

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    Giovanni Cataldo

    15 Luglio 2015 - 17:18

    E’ difficile crescere e diventare migliori, ma se il pentimento è sincero… è l’unica forma di evoluzione di cui disponiamo.
    P.s. Dopo questo pensiero, il mio affetto è diretto solamente alle vittime ed ai loro famigliari.

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    Massimo

    15 Luglio 2015 - 17:32

    E’ un assassino ma dato che e’ un compagno quindi comunista va bene così se invece era un artigiano o un commerciante che evadeva il fisco si doveva impiccarlo

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