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Gli studenti peggiori d’Italia sono i siciliani

E’ la Sicilia la regione con studenti liceali meno “bravi” d’Italia, per lo meno nella lingua italiana. A dirlo l’ultimo test Invalsi 2013-2014, adottato proprio per rilevare il grado di apprendimento degli stessi. Nonostante leggeri segni di miglioramento rispetto agli anni precedenti la prova effettuata attesta la presenza dei giovani isolani come fanalino di coda rispetto alla graduatoria nazionale, in particolar modo per coloro che frequentano gli istituti tecnici e gli istituti professionali.

Questi i dati forniti dal rapporto sulle performance in Italiano e Matematica: su sei degli otto ambiti presi in considerazione dall’Istituto di Frascati – Italiano e Matematica in quattro classi: seconda e quinta primaria, terza media e secondo anno delle scuole superiori – la Sicilia figura all’ultimo posto. Fissata la media nazionale a quota 200 punti per tutte le classi e avendone maturati rispettivamente 193 e 194 per le suddette materie, il gap non sembra essere così significativo rispetto alla media nazionale.
I progressi ci sono ma sono ancora troppo lenti per consentire una risalita della graduatoria. Va sottolineato, inoltre, che è tutto il Sud a recuperare posizioni rispetto alle regioni settentrionali, che rallentano la loro corsa.

Confermata l’ultima posizione anche per la quinta elementare. In tal caso, si evidenzia un’inversione di tendenza legata a un leggero peggioramento: 186 punti in Italiano e 189 in Matematica. Per avere un’idea della distanza che separe i siculi dalle altre regioni basta guardare i numeri dell’Emilia Romagna – con 206 punti – o di Umbria e Marche, con 207 punti. Tale divario diventa ancor più pronunciato in terza media, dove gli alunni confermano un penultimo posto in Matematica, davanti alla Calabria, e al secondo anno delle superiori, dove gli studenti riescono a ottenere il penultimo posto sempre in matematica, questa volta davanti alla Sardegna.

I 31 punti di differenza in Matematica fra i ragazzini di terza media siciliani e i coetanei friulani dovrebbero costringere i responsabili della scuola isolana a riflettere. Così come per le 35 lunghezze di distacco che i quindicenni della provincia autonoma di Trento ‘infliggono’ ai coetanei siciliani in matematica. L’unica buona notizia è che rispetto al 2013, quando il divario che separava i due gruppi di studenti era di circa 45 punti, il distacco si è ristretto e gli studenti dei licei ora riescono ad affrontare, con più scioltezza, i test Invalsi.

I ragazzi siciliani, destinati a diventare la classe dirigente di domani, non riescono però ad andare oltre i 198 punti, contro una media nazionale che si attesta attorno ai 212 punti: il distacco dalla Lombardia è di ben 24 punti. Vengono inoltre superati dai quindicenni trentini che frequentano gli istituti tecnici – che in italiano totalizzano 212 punti – e quasi raggiunti dai coetanei che frequentano quelli professionali in Valle d’Aosta, che ne realizzano 195.


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