I #cantieri di #Bari nella morsa del #pizzo (video)

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Quaranta arrestati, di cui nove già in carcere tra cui i fratelli Domenico, detto Mimmo la Luna, e Sigismondo Strisciuglio, capi dell’omonimo clan. L’operazione portata avanti dai Carabinieri del Reparto Operativo di Bari, in collaborazione con le altre forze di polizia, in esecuzione di un provvedimento della DDA di Bari, ha colpito duramente uno dei raggruppamenti criminali più attivi sul territorio.

Un’operazione denominata “Agorà”, come la piazza di Carbonara che era il centro operativo delle decisioni del clan, e dove solo poche settimane fa è stato ucciso Nicola Telegrafo, riconducibile proprio agli Strisciuglio. L’attività criminale principale tra quelle contestate, e scoperte dopo tre anni di indagini a tappeto anche su eventi come i matrimoni interni al clan, è l’estorsione ai danni dei cantieri edili del Barese, che in alcuni casi venivano colpiti due volte: prima dai Di Cosola, colpiti dall’operazione Pilastro del 21 aprile scorso, e poi dagli Strisciuglio. Estorsioni portate avanti dal 43enne Silvano Scannicchio, esponente di spicco della tifoseria ultrà del Bari Calcio, che ha anche cercato di introdursi all’interno dello stadio San Nicola in occasione di alcuni recenti concerti, dove non è escluso un interesse dei clan nella gestione dei parcheggi abusivi intorno alla struttura.

Armi nascoste anche all’interno dei loculi del cimitero di Bari, dove in seguito alle dichiarazioni di un collaboratore di giustizia sono state ritrovate pistole, munizioni e una bomba a mano. A uno degli arrestati, Michele Tesauro, è contestato anche il ferimento di una persona “colpevole” di aver rapinato suo malgrado e nonostante gli avvertimenti il fratello Antonio, anch’egli arrestato. Colpito anche il traffico di droga nei quartieri di Bari Vecchia, controllato dalla famiglia Milloni, affiliata agli Strisciuglio. In carcere anche Eugenia Prudente, moglie di Sigismondo Strisciuglio, che oltre a recapitare gli ordini dati dal marito in carcere, lo riforniva di droga direttamente dietro le sbarre.

Mauro Denigris

Nato 40 anni fa in Svizzera, laureato in Giurisprudenza, giornalista professionista dal 2003, già corrispondente della Gazzetta del Mezzogiorno. Ho vinto il premio Saint Vincent nel 2004, sono stato finalista al premio Ilaria Alpi nel 2009 e ho ricevuto una menzione speciale al premio Giornalisti del Mediterraneo nel 2009. Direttore di As da luglio 2012 a luglio 2013.

One comment

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    Spartacus60

    14 Luglio 2015 - 14:21

    Non me ne’ vogliate,ma credo che Voi siete solo buoni a:STARNAZZARE SOLO E SOLTANTO COME LE OCHE DEL CAMPIDOGLIO.
    Infatti nessuno di Voi ha risposto al mio appello.
    Spartacus60

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