Sabato 8 settembre, il paese matesino di Campochiaro (CB) ha vissuto una giornata che può definirsi storica per la successione di momenti importanti vissuti dalla popolazione e dalle persone molisane convenute.

Presso il Centro Museale San Berardino si è svolta la presentazione del libro Diario di un’adolescenza negata Campochiaro 1943 – Ricordi di un positanese, curato dal dott. Antonino Picciano, tratto dalle memorie di Francesco Talamo.

Sono intervenuti l’autore, il sindaco Simona Valente, la presidente della Pro-Loco Serena Valente, Antonino Picciano, il parroco Don Luigi Astarita, Maria Stella Rossi, Giuseppe Lanese, Giuseppe Pardini.

Franco Talamo, positanese, ha vissuto a Campochiaro insieme alla famiglia dal 1939 al 1959, perché il padre rifiutando l’iscrizione al partito fascista, fu mandato per punizione a dirigere il locale ufficio postale. Talamo ci trasporta nel clima drammatico della seconda guerra mondiale, in particolare nell’ottobre del 1943.

Il paese fu teatro di una battaglia tra truppe alleate e l’esercito tedesco con tanti caduti. Sono state consegnate le cittadinanze onorarie e benemerite alla memoria ai familiari delle persone che si adoperarono per la liberazione dall’occupazione tedesca. In serata, in Piazza Madonna delle Grazie, in un clima di intensa commozione, è avvenuto lo scoprimento della lapide che ricorda le undici vittime civili campochiaresi, alla presenza del picchetto d’onore e al suono del silenzio d’ordinanza. Il gruppo folkloristico I Matesini di Campochiaro, presente durante tutta la manifestazione in mostra con gli splendidi costumi, ha allietato il pubblico presente con uno spettacolo musicale.

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