Il cibo del futuro cresce in #Puglia

Shares

Per gli antichi Aztechi era “il cibo degli dei”. Per l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (Fao), dal 1974, è “il cibo del futuro”.

Parliamo della spirulina, una microalga il cui nome deriva dal latino e significa “piccola spirale” in riferimento alla sua struttura molecolare. Dopo un viaggio in Malawi, tre giovani ricercatori pugliesi – Raffaele Settanni, Flavia Milone e Danila Chiapperini – hanno deciso che dovevano investire su questa minuscola sostanza naturale dal grandissimo valore nutrizionale.

Corroborati, nel loro innovativo progetto sia imprenditoriale sia culturale, da una notevole motivazione, hanno partecipato e vinto, nel 2013, il bando regionale pugliese “Principi Attivi” dedicato alle nuove startup. “Quel primo riconoscimento, al quale poi ne sono seguiti altri – ha dichiarato la project manager Danila Chiapperini ci ha dato la spinta per credere nel nostro sogno, alimentato da tre principi attivi: saldare i verbi dell’alimentazione, dell’innovazione e della cooperazione e, attraverso la loro declinazione, provare a partecipare allo sviluppo socio-culturale del nostro territorio”.

Bisognerebbe vederli ed ascoltarli, questi appassionati sognatori, ma coi piedi ben piantati per terra, mentre parlano – al seminario promosso qualche giorno fa nella Facoltà di Agraria – sia del legame possibile tra etica e scienza sia delle potenzialità di questa prodigiosa alga.

“La nostra impresa Apulia Kundi – ha riferito la biologa ambientale Flavia Milone – opera con la spirulina “maxima”, una delle tre specie esistenti, ed ha, da ottimo integratore alimentare, un considerevole impatto nutrizionale. Possiede, infatti, il 65% di proteine (contro il 22% della carne, recentemente “bandita” dall’Organizzazione Mondiale della Sanità) e, oltre al betacarotene, dispone di tutte quelle vitamine (la A, la B, la B12, la E e la F) e sali minerali (come il ferro e il magnesio), difficilmente reperibili tutte insieme in un unico elemento naturale, che producono non pochi benefici alla nostra salute”. E sono, effettivamente, numerosi e importanti.

“La spirulina – ha proseguito Milone – ha proprietà antibiotiche, agisce da antivirale e antiossidante, rafforza il sistema immunitario proteggendo alcuni organi, contribuisce alla riproduzione del midollo spinale, aumenta la resistenza fisica e lo sviluppo muscolare”. Benefici che avrebbero, forse, entusiasmato pure il famoso medico greco Ippocrate, il quale sosteneva che «il vostro cibo dev’essere la vostra medicina e la vostra medicina dev’essere il vostro cibo».

Questa microalga, tuttavia, può essere impiegata non solo nel segmento dell’alimentazione, ma anche in quello della “conversione ecologica”, poiché, oltre ad assorbire per ettaro in un anno sei volte la quantità di CO2 di un albero, potrebbe decontaminare acque e suoli inquinati dai metalli pesanti come l’arsenico. Sarebbe importante, perciò, sostenerne la produzione e favorire la ricerca scientifica per scoprirne ulteriormente i pregi per future applicazioni.

“La spirulina – ha sostenuto il Ceo dell’impresa e biologo Raffaele Settanni nasce naturalmente in quelle località caratterizzate da temperature mediamente più calde, come l’America centrale e l’Africa centrale, ma oggi, anche attraverso strumenti moderni come il fotobioreattore, può essere prodotta anche “artificialmente”, dovendo, però, prestare attenzione a non forzarne la genesi. Noi nel nostro laboratorio di Valenzano investiamo molto sulla sicurezza e sulla qualità, e sulla valenza di questi paradigmi non solo stiamo producendo i primi alimenti come la pasta, ma stiamo anche studiando come nel prossimo futuro si potrà impiegare la spirulina nei settori della cosmetica e della bioplastica”.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Giuseppe Milano

Nato nel ’83 e cresciuto in un paese alle porte di Bari, tra una confezione di lego e due calci ad un pallone, tra i primi cartoni animati in televisione ad inizio pomeriggio e le intense letture del fumetto Topolino, sin da piccolo ho creduto nella potenza dei sogni e dei dubbi. Crescere come un idealista dalla fortissima spinta etica e nella diffusa percezione, ai tempi del liceo classico svolto in un istituto barese, che “la bontà fosse sinonimo di fragilità o stupidità” e non di disponibilità verso il prossimo, ha comportato qualche disagio relazionale poi brillantemente superato all’università: facoltà di ingegneria. Non proprio una passeggiata. E per esorcizzare, forse, da un lato tutte le iniziali ed oggettive difficoltà incontrate e dall’altro il timore di non riuscire, ho iniziato a fare, spontaneamente, una delle cose più belle del mondo: scrivere. In un piccolo blog. Sono trascorsi alcuni anni. Ho sempre un blog. Le parole per me sono diventate sempre più importanti. Strumenti di verità contro l’imperio della menzogna. Strumenti di pace contro l’egemonia culturale della competizionismo che annulla il prossimo. Strumenti di ricerca per esplorare, esaltando la pratica del dubbio, quel che ancora non conosciamo. La scrittura da un lato e la necessità di saldare idealismo e realismo dall’altro, in un pragmatismo sincero animato da moderno meridionalismo, pertanto, mi ha portato ad essere negli anni anche uno dei cosiddetti “cittadini attivi” negli ambiti della legalità e della sostenibilità ambientale. Con l’impegno civile che mi ha portato, per la prima volta, nel 2011, nella redazione di un giornale: un web quotidiano locale che voleva sfidare il mondo. La non felicissima esperienza professionale ha solo spinto questo romantico e appassionato ragazzo verso altre esperienze professionali ed umane, con la medesima tenacia e consapevolezza dei propri limiti. Convinto che il futuro sia alla nostra portata.

Comments (2)

  • Avatar

    pierluigi de castro

    17 Novembre 2015 - 09:42

    Ma può essere coltivata anche qui al sud d’Italia?Con che difficoltà sia economiche che di utilizzo essendo la logistica locale un’utopia?

    Rispondi
    • Avatar

      Giuseppe Milano

      18 Novembre 2015 - 19:33

      Salve. Si, il nostro Sud ha temperature, essenzialmente calde, che consentono la produzione naturale, di qualità, di questa microalga.

      Rispondi

Leave a reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Top