Il farmacista tira fuori la pistola. Guarda il video

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La notte di Natale ho assistito ad una scena che risulterebbe poco credibile se non fosse stata ripresa con il cellulare: un farmacista di turno nel proprio esercizio in Piazza Martiri, nel cuore del centro storico di Teramo, esasperato dalle pressanti richieste avanzate da un tossicodipendente per ottenere delle siringhe, esce dalla farmacia con una pistola in pugno e la punta in faccia al soggetto minacciandolo di fargli un buco sulla fronte.

La crudezza delle immagini non ha bisogno di commenti ed ha scatenato in città e fuori un vivace dibattito fra coloro che si schierano con il farmacista e quelli che stigmatizzano il suo gesto. Sono già stati convocati incontri per discutere dentro e fuori dalle istituzioni la questione della sicurezza, e questa si rivela senz’altro un’occasione da cogliere per accendere i riflettori sul problema dell’incolumità dei cittadini.

Ma più che la dinamica dell’accaduto, che verrà approfondita nelle sedi opportune, devo sottolineare la gravità della circostanza costituita dalle minacce ricevute dal sottoscritto ad opera dei passanti perché stavo riprendendo la scena con il telefonino. La gravità del gesto di puntare un’arma in fronte ad un essere umano è stata ritenuta meno rilevante del fatto che un passante come me stesse riprendendo la scena.

È possibile che le persone comuni, i cittadini, siano regrediti al punto da vedere come una minaccia grave la registrazione di avvenimenti scomodi? Possibile che la paura si sia impadronita a tal punto delle menti da vedere il pericolo laddove c’è la necessità civile di una denuncia? Possibile che nessuno si accorga che solo la trasparenza e la luce del sole (e delle telecamere) possono mettere in luce i problemi, le tare, i guai che ci attanagliano ogni giorno?

L’omertà e il silenzio non si addicono ad un Paese civile, moderno, democratico che vuole evitare una retrocessione medioevale quale è quella che ci attende se ciascuno di noi non farà la propria parte per il progresso civile del Popolo e della Nazione.

Il telefonino che ciascuno di noi ha in tasca è un’arma per migliorare e per migliorarci, non dimentichiamolo.

Il video è stato pubblicato in esclusiva sul nuovo sito locale “il fatto teramano”.

Enrico Melozzi

Nipote di Gabriele, partigiano ucciso durante la resistenza, Enrico Melozzi è un compositore, poli-strumentista, produttore discografico e direttore d'orchestra. Si dedica alla composizione fin da piccolissimo. Diventa assistente di Michael Riessler nel 1999 a Colonia. La sua attitudine compositiva molto versatile lo ha portato a tantissime diverse esperienza. Dalla musica sinfonica, alla musica sacra, alla ricerca, la musica elettronica, il pop e il Festival di Sanremo (dirige "Sono Solo Parole" di Noemi). Il Teatro Valle Occupato rappresenta il suo impegno e la sua lotta per la meritocrazia nella cultura italiana, della quale si occupa anche in Abruzzo fondando il Movimento Nuove Armonie. E' promotore insieme con Giovanni Sollima dei "100 Violoncelli", un progetto social-musicale che riunisce violoncellisti da tutto il mondo.

Comments (5)

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    salvo

    31 Dicembre 2013 - 13:50

    se in Italia si avesse una magistratura degna di questo nome ci si potrebbe indignare ma ciò non succede per cui ben vengano i cittadini che si DIFENDONO da soli. Ci si aspetterebbe che i delinquenti (tossici compresi) marciscano in galera (altro che svuota carceri ).auguro ai magistrati il peggiore 2014 possibile ,ricco di tutti i malanni possibili per loro e le loro famiglie.
    Salvo.

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    Giovanni

    31 Dicembre 2013 - 19:40

    In America sono tutti armati anche i ragazzini ma in Italia avere una pistola in pugno anche se regolarmente registrata è reato. Se non ci fosse stato chi registrava forse il tossico non avrebbe avuto tanto coraggio e sarebbe andato via. C’è di tutto per strada tranne qualcuno che prega

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    mario

    31 Dicembre 2013 - 23:03

    un paese per farsi chiamare civile, ha bisogno di farsi rispettare.
    qui tutti pensano di poter fare il comodo loro con prepotenza.
    sbagliato farsi giustizia da soli, ma con questa giustizia che non garantisce nulla alle persone oneste, ma che difende i delinquenti, normale che poi qualcuno perde le staffe e si difende da solo. anche i media devono smetterla di proteggere sempre chi delinque e vanno a vedere le sfaccettature di chi subisce..un esempio. gli ultimi arrivati con i barconi dal mediterraneo, protestano per il vitto non buono e si cuciono la bocca….se qui pensano che si sta male, possono tornare alle loro origini, nessuno li ha cercati. chiedono aiuto , ma poi soldi per il viaggio da dare ai banditi li avevano e qui vogliono essere trattati da signori…gli ricordo a tutti che abbiamo famiglie italiane che, quando va bene, mangiano una volta al giorno e questi vogliono tutto. BASTA…prima dimostrino di aver rispetto per i doveri e poi avranno i diritti..ma qui solo diritti chiedono…..quando noi andiamo ai loro paesi, ci prendono a calci in culo e qui pretendono. CHI VUOLE VENIRE QUI, SARA’ SEMPRE BEN ACCETTO, MA SOLO SE RISPETTA LE NOSTRE LEGGI E REGOLE, ALTRIMENTI SE NE TORNINO DOVE STANNO MEGLIO.

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    Paolo

    1 Gennaio 2014 - 12:31

    Complimenti a chi ha girato il vide.bravo un esempio di civiltà e di denuncia. Ti auguro di trovarti in una situazione di pericolo e vedere che le persone intorno a te ti guardano ti riprendono ma nn ti aiutano!chiamare le forze del l’ordine?no!aiutare cercare di sedare gli animi?no!aspetto che magari uno dei due contendenti esageri così ci scappa il ferito o il morto ed io mi godo il momento di popolarità xe ho girato il video.qui chiunque alza la voce si crede più forte perché la gente e sola ed ha paura!un farmacista che nonostante sia festa ed abbia una certa età, invece di stare a casa con i suoi cari, offre un servizio alla comunità che invece di aiutarlo fa il professore giudicando cosa e giusto o sbagliato.auguri a tutti buon anno

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    nome obbligatorio

    1 Gennaio 2014 - 13:07

    Se la farmacia e’ di turno e il cliente ha i soldi per pagare, allora ha tutto il diritto di chiedere al farmacista il prodotto, che gli deve essere fornito.
    Se il cliente da in escandescenze, e’ lui il primo ad essere in torto, ma il farmacista avrebbe dovuto chiamre la forza pubblica.

    Il tipo che ha fatto la ripresa ha registrato solo la parte finale, non ci e’ dato sapere cosa ha portato il farmacista all’esasperazione: (se per esempio un cane continua ad abbaiarmi e mi morde pure, cosa faccio? sto li a farmi mordere o lo prendo a calci in culo?)

    Ad ogni modo, di un tossico perso, parassita della societa’, non ne sentirei certo la mancanza, il problema e’ che poi il farmacista sarebbe finito in galera a spese nostre e il cassamortaro avrebbe dovuto pagarlo il comune con soldi pubblici. In questi casi, gente cosi’ (il tossico morto) andrebbe donata a ospedali come cadaveri da sezionare per studenti in medicina, altro che sepolti a spese pubbliche, almeno si renderebbero utili a qualcosa.

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