La #criminalità che assedia #Bitonto

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Due sparatorie in pieno centro, in pieno giorno, due giorni di seguito. Solo per caso senza versamento di sangue. Ma non solo: rapine a raffica, furti in campagna e negli appartamenti, persino con i proprietari all’interno, paura generalizzata. Parlare di allarme criminalità a Bitonto non è esagerato. E non solo perché si spara con grande frequenza o perché bande di ladri infestano città e contrade.

Purtroppo il senso dell’illegalità è diffuso. Non solo a Bitonto, per carità, ma qui forse un po’ più che altrove. Il problema è così generalizzato che passa quasi inosservato, tollerato: e non stiamo parlando solo di spaccio di droga o delle estorsioni ai commercianti che vengono fatte in silenzio.

La questione è culturale, perché buttare un materasso vecchio per strada, non eliminare una tettoia di amianto sgretolata, vendere frutta abusivamente agli angoli delle piazze, abbandonare le bottiglie di birra nel fossato del torrione dopo una notte di movida, sono tutte azioni border line. Che vanno stroncate per avviare una rivoluzione nei comportamenti. E allora non possono essere certo i maggiori controlli agli scooteristi sospetti a cambiare le cose, anche perché ormai le vedette preferiscono spesso le bici elettriche nel solco della mobilità sostenibile. Ben venga una maggior occupazione degli spazi da parte di attività pulite e della gente, ma occorre fare di più. E a farlo non possono essere solo le forze dell’ordine, come pure invocato. Polizia e carabinieri devono occuparsi di chi spara e spaccia.

L’amministrazione e i suoi gangli sul territorio devono fare il resto usando, se occorre, il pugno di ferro. Più volte PuntoTV (e non solo in realtà) ha denunciato la presenza di discariche abusive, di quintali di amianto disseminato sui tetti o il degrado in cui versano alcune zone della città. Non è stato fatto nulla, o quasi. Non si è avuto il coraggio o la voglia di fare nulla. I cittadini hanno le loro responsabilità, è vero. Ma non spetta a loro tracciare la strada. E se si vuole veramente far decollare questa città che ha enormi potenzialità non è sufficiente rianimare un po’ il centro storico.

Mauro Denigris

Nato 40 anni fa in Svizzera, laureato in Giurisprudenza, giornalista professionista dal 2003, già corrispondente della Gazzetta del Mezzogiorno. Ho vinto il premio Saint Vincent nel 2004, sono stato finalista al premio Ilaria Alpi nel 2009 e ho ricevuto una menzione speciale al premio Giornalisti del Mediterraneo nel 2009. Direttore di As da luglio 2012 a luglio 2013.

One comment

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    Seby Rahel

    29 Agosto 2015 - 21:49

    Come il resto d’Italia. La nazione è in mano alla criminalità, perché la corruzione è la regola che garantisce privilegi a coloro che dovrebbero occuparsi della sicurezza delle famiglie italiane sul territorio di questo Stato, tutelando gli onesti. La polizia e i carabinieri ormai fanno solo da tassisti per portare a spasso “onorevoli” che complici di faccendieri e truffatori, disonorano la bandiera dell’unità d’Italia, e delinquenti che una volta finito il giro turistico ritornano alla loro occupazione quotidiana…delinquere! La società italiana è da resettare, gli uffici politici da riformare sostituendo tutto l’apparato dei cosiddetti impiegati ministeriali che altro non sono che detentori e conservatori del potere acquisito, gli amici degli amici che garantiscono il trasferimento di capitali statali alle famiglie dei nuovi nobili, capitali ottenuti dalle tasse versate con sudore, sacrifici e perdita di famigliari morti per mancanza di sicurezza, dai lavoratori italiani. Chi produce ricchezza raccoglie le briciole, mentre i parassiti e le iene si arricchiscono. Un sistema la cui puzza di marcio ormai si sente oltre oceano. Un sistema da bonificare, disinfestare, curare con un operazione di chirurgia radicale.

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