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La #ndrangheta minaccia il candidato #sindaco e lui si ritira

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Giuseppe Rigoli, candidato sindaco alle elezioni che si svolgeranno il 15 novembre a Taurianova, ritira la sua candidatura.

Il comune calabrese è stato sciolto per mafia due anni fa.

Rigoli, a proposito di tale atto, ha dichiarato: “Dopo le minacce ricevute tramite due lettere, una recapitata ai miei genitori, l’altra a me, comunico il mio immediato disimpegno elettorale.”

In tali lettere, viene invitato a ritirarsi “per evitare dispiaceri alla famiglia”.

Rigoli, nel suo messaggio, ha voluto rimarcare come anche in passato è stato vittima di minacce, ed ha voluto ringraziare: “i giovani candidati e le giovani candidate che avevano accettato di starmi accanto, nonostante che  per loro fosse la prima esperienza”.

Inoltre, conscio della situazione oggettiva, ha tenuto a ringraziare anche i genitori dei candidati, che nonostante i pericoli, avevano accordato ai loro figli il permesso per partecipare.

Precisazioni che rendono l’idea della situazione di in comune di 15.000 abitanti, situato nella piana di Gioia Tauro, dove le ‘ndrine sono ben infiltrate, tanto da procurare tre scioglimenti per mafia.

Il primo ha un carattere storico, perché è stato il primo provvedimento preso in Italia in tal senso.

Emilio Lanese

Collaboro con Primapress Agenzia di Stampa Nazionale, occupandomi principalmente del settore cultura. Per la stessa sono stato corresponsabile fanpage. Collaboro con Gosalute, per il quale svolgo le medesime mansioni. Ho lavorato per Lookout-tv.eu, Gotecno e mi sono occupato di Gomolise. Attualmente lavoro con la redazione di Restoalsud per la quale realizzo articoli e ne gestisco l’editing; mi occupo del settore salute e benessere di Gosalute per Tiscali e gestisco la piattaforma Thelemapress per l’inserimento di contenuti su Tiscali per Campania, Puglia, Calabria e Sicilia.

One comment

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    michele

    19 Ottobre 2015 - 08:14

    non è solo il comune di Taurianova, tutta l’Italia dovrebbe essere commissariata, perché la vera mafia è costituita non dai vari clan, essi rappresentano la manovalanza, mentre invece sono gli amministratori pubblici indipendenti, simpatizzanti e aderenti a qualsiasi formazione politica, che esercitano tale snaturato potere.

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