La #Sicilia è la regione più #povera d’Italia

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Seppur in calo rispetto al 2013,  poco più della metà dei siciliani, secondo un parametro economico, può essere considerato povero.

Si tratta del 54% mentre nell’anno precedente si attestava al 55.

Seguono Campania e Calabria con il 49% ed il 43.

Lo rivela l’Istat nell’ultimo rapporto su reddito e condizioni di vita.

Secondo tale documento il 26% dei siciliani vive in stato di deprivazione, ed il 40% è a rischio povertà.

Nel 24% di casi, gli intervistati affermano di vivere in famiglie a bassa intensità di lavoro.

L’Indagine è su base nazionale, condotta su un campione di 19.663 persone famiglie e rileva indicazioni su condizioni economiche, redditi netti e condizioni lavorative per mesi, che costituiscono la base per l’Unione Europea per monitorare gli obiettivi di politica sociale nell’ambito della strategia Europa 2020.

La media nazionale della povertà riguarda il 28% degli italiani, un dato stabile rispetto all’anno precedente.

Le persone a rischio povertà sono circa il 19% e quelle che vivono in famiglie fortemente deprivate sono circa l’11%.

Emilio Lanese

Collaboro con Primapress Agenzia di Stampa Nazionale, occupandomi principalmente del settore cultura. Per la stessa sono stato corresponsabile fanpage. Collaboro con Gosalute, per il quale svolgo le medesime mansioni. Ho lavorato per Lookout-tv.eu, Gotecno e mi sono occupato di Gomolise. Attualmente lavoro con la redazione di Restoalsud per la quale realizzo articoli e ne gestisco l’editing; mi occupo del settore salute e benessere di Gosalute per Tiscali e gestisco la piattaforma Thelemapress per l’inserimento di contenuti su Tiscali per Campania, Puglia, Calabria e Sicilia.

Comments (4)

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    Sebastiano venuto

    26 Novembre 2015 - 19:01

    Però’ e’ la regione che produce più materiale umano da esportazione, perché’ non o’e’ da vivere dignitosamente per tutti.

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    mexsilvio

    26 Novembre 2015 - 21:05

    Non credo , avevo gia’ postato situazioni simili , quasi 10 anni fa , cose che accadono ancora oggi , e non al sud , ma al NORD italia , basta andare nei mercati rionali di qualsiasi citta’ ..???

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    juri gagà

    27 Novembre 2015 - 07:42

    Certamente i cittadini Siciliani sono i piu’ poveri …..Ma gli amministratori della Sicilia sono i piu’ ricchi d’Italia…Andrebbero carcerati subito tutti…..Chi non lo fa e’ complice degli stessi !

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    Crocetta de Marco

    27 Novembre 2015 - 09:26

    LE FERROVIE IN SICILIA, SPECCHIO DI UN DEGRADO ASSOLUTO
    Avevo bisogno di andare a Messina, con una sosta a Catania di un giorno e poi ritornare ad Agrigento in treno. Volevamo vivere la nostra autonomia non dipendendo dalla strada, con un viaggio in macchina stancante, non usare pulmann, perchè ti obbliga ad un lungo viaggio senza una sosta per sgranchirti le gambe, volevamo lasciare liberi i figli che si propongono sempre di accompagnarci, gridando ai quattro venti la nostra piena abilità nel saperci muovere per treni e stazioni…… treni e stazioni del Nord, ci ricordavano i figli!
    Noi, che nel nostro lungo soggiorno a Milano, amavamo viaggiare indifferentemente con macchina per autostrade, erano nostre la Milano-Serravalle, per le due ore anche con neve per raggiungere Genova e il suo porto, la Milano Tangenziale Est per Venezia, per ritrovarci tutti a Sotto il Monte, in pellegrinaggio alla Casa natale del Papa Buono, Giovanni XXIII, e ancora la Milano- Firenze passando per Bologna e poi gli Appennini. Il tutto molto agevolmente, con soste in Autogrill e stazioni di servizio accoglienti e ricche di ogni oggetto e articoli che volevi portare con te.
    Erano nostre queste strade e autostrade, e noi orgogliosi di farle per gite, o visite ai figli, e loro fieri di avere genitori così giovani e capaci di una vita diversa, per nuove abitudini acquisite al Nord.
    Eravamo lieti di fare i nostri viaggi anche in treno, ma che treni ricordiamo, bisogna averci vissuto al Nord per sapere come si vive qualitativamente bene! Dai treni Frecciarossa all’EUROSTAR, per finire a quello di ultima generazione ad alta velocità, ITALO, che scommette sul tempo, e ti fa arrivare in mezz’ora da Milano a Bologna.
    Entusiasmante esperienza di conoscenza diretta del progresso che ha toccato le Ferrovie dello Stato, o quei privati che investono in mezzi di trasporto per rendere più agevole la vita degli utenti. Esperienza certamente unica e utile per la vita, se ti porta, poi, a fare confronti con i 40 anni che, nella tua bella Regione, sono passati invano.
    E’ stata un conquista dei nostri anni ’70 la costruzione dell’autostrada Catania Messina e, poi, la Messina Palermo, che ci permise di raggiungere la città di Messina senza dover prendere il treno.
    Siamo rimasti, quindi, al ricordo di un treno che impiegava sette ore per portarci da Messina ad Agrigento, si fermava in piccole stazioncine e si arrivava a destinazione talmente stanchi d’avere l’impressione di averla fatta a piedi. Ed ora, è possibile che sia ancora così?
    Possibile che, per tornare da Catania verso Agrigento si debba fare un lungo percorso di una durata di 5 ore di viaggio, con cambio a Caltanissetta? Oppure, un’altra opzione sarebbe la Catania-Palermo- Agrigento per la durata di 7 ore? Ma non è un vanto per nessuno in Italia , nè lo è per il Governo Nazionale la differenza della qualità della vita tra il Nord e il Sud, tantomeno lo è per il Governo Regionale che dovrebbe vergognarsi di tenere in una situazione di degrado i cittadini, non offrire i servizi giusti, tutti quelli che hanno al Nord, e fare i comodi loro, ogni giorno in una sorta di gara a chi frega di più i poveri illusi loro elettori, e a chi guadagna meglio.
    Oggi si è parlato di Ferrovie dello Stato che passano ai privati, ho pensato di avere un filo teso con l’Economia nazionale, di avere avuto una forza mentale capace di evocare ciò che è diventato in questi giorni un pensiero dominante: dobbiamo aiutare il cambiamento, lo sviluppo della nostra Sicilia, non è giusto dire che quà le cose non cambieranno mai, vado via e lascio tutto in mano ai soliti predoni! Iniziamo dalle Ferrovie, rivolgiamoci a chi può aiutare il miglioramento della rete ferroviaria in Sicilia, e sia capace di portarla ai livelli dell’altra Italia, quella settentrionale, vogliamo tutti godere una vita qualitativamente buona senza essere costretti ad un’emigrazione forzata, come alla fine è la vita di chi da casa sua va in una città del Nord.
    Chissà che non lo facciano i privati a cui stanno consegnando un servizio che è già diventato scadente per lo Stato? Io ho iniziato a denunciare questo ulteriore degrado esistente nella nostra Regione a varie testate giornalistiche, ma una sola voce è una voce che grida nel deserto, bisogna scuotere le masse, fomentare i cittadini per un diritto a migliori servizi, essere da traino, e quì mi rivolgo ai giovani, perchè sia da tutti percepito il degrado in cui lasciano vivere i siciliani, non si può essere rassegnati!! (Per la cronaca, siamo tornati da Catania in macchina, non eravamo al Nord, non c’erano Eurostar, nè Frecciarossa, nè Italo, solo ci auguriamo ancora per poco!)
    Sto inoltrando questo mio articolo di denuncia alle testate giornalistiche, volevo inviarlo anche a voi, ho trovato solo questa possibilità di commenti, grazie

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