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L’indagine pubblica sulla salute del mare di #Sicilia

Il monitoraggio del mare in aree mai verificate prima, è stato avviato dall’Arpa Sicilia. Ciò in ottemperamento ad una convenzione tra il Ministero dell’Ambiente e le agenzie regionali.

Le prime verifiche sono partite da luglio e sono previste da un decreto legislativo, che recepisce una direttiva europea, la quale si propone di dare agli stati membri, entro il 2020, un buon equilibrio marino che faccia preservare la diversità ecologica, la vitalità dei mari, affinché sia conservato il potenziale per le generazioni presenti e future.

In Sicilia e nelle sue isole minori, saranno sondate 30 località diverse, per un totale di 110 stazioni di rilevamento.

Per l’operazione, sono state scelte sia zone di elevato pregio ambientale, come Ustica, le Egadi, le Isole Ciclopi, Plemmirio e Capo Giallo, sia zone di mare sottoposte ad elevato stress ambientale, come porti commerciali, piattaforme, condotte sottomarine e mare in prossimità di aree industriali.

Inoltre saranno effettuate, con strumentazioni oceanografiche, indagini sui fondali marini, per constatare lo stato di alcuni habitat, a partire da quello coralligeno. Le rilevazioni interesseranno il mare da 1,5 a 12 miglia dalla costa.


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