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L’ufficio postale? È nel camper

La Valle del Belice è solcata dall’omonimo fiume, che l’attraversa prima di spargersi nel mar Mediterraneo.

I suoi borghi sono tristemente famosi per via del terremoto del 1968, che scosse queste terre provocando 400 morti e grande distruzione.

Questo evento naturale ha contribuito allo spopolamento della valle.

La notizia che riportiamo è tratta dal sito LiveSicilia.it, che a sua volta cita il periodico “Belice c’è“, ed è una situazione di precarietà che sta investendo reiteratamente il comune di Vita.

Il paese è lineare a quelli del Sud, con un andamento demografico che parte dai 6.000 abitanti degli inizi del ‘900, sino ad arrivare ai 2000 attuali.

E in tale decremento nasce il depauperamento delle strutture. L’unica banca del posto ha chiuso la sua sede in maniera continuativa, per tenerla aperta due giorni a settimana.

Il sindaco di Vita ha contattato altri istituti di credito, come racconta “Belice c’è“, ricevendo dinieghi. Nessuno vuole aprire.

Ma in questi giorni gli abitanti di Vita hanno il loro ufficio postale in un camper. L’edificio, sede dell’ufficio, è interessato da alcuni lavori e quindi, da tre mesi, si usa il camper come sostituto.

In più mancano i vigili urbani, per una situazione quasi paradossale. Erano in tre, due sono andati in pensione ed uno è morto prematuramente.

E’ una storia emblematica quella di Vita, che poco emerge nella grande informazione nazionale. Perché sono piccoli mondi, intessuti di grande fierezza, ma che nulla possono davanti alle risorse economiche che sviliscono.


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