Napoli piange ancora Annalisa, uccisa a 14 anni dalla camorra

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Annalisa Durante, 14 anni, è stata uccisa per caso, a Napoli nel quartiere Forcella, uno dei più degradati della città. Era il 27 marzo del 2004 quando la ragazza, in compagnia di alcune cugine stava chiacchierando sotto il portone di casa ed è finita nella traiettoria di uno scontro a fuoco tra camorristi.

All’improvviso, sopraggiungono due uomini a bordo di una moto che fanno fuoco contro Salvatore Giuliano, 20 anni, appartenente alla storica famiglia criminale.

Il giovane camorrista si è fatto scudo con il corpo della ragazza. Annalisa raggiunta al capo cade in una pozza di sangue tra le urla delle cugine. Inutile la corsa all’ospedale più vicino, l’Ascalesi.

Il nosocomio non è attrezzato per questo tipo di assistenza e la ragazza, ormai in coma irreversibile, viene trasportata al Loreto Mare. Qui i sanitari non posso fare altro che affermare che la vita della giovanissima e bellissima vittima si era spezzata per sempre.

I genitori autorizzano l’espianto degli organi. Mentre il quartiere e l’intera Napoli è sotto choc per l’accaduto, gli inquirenti stringono il cerchio sia per quando riguarda il malavitoso sia sui suoi sicari che sembrano appartenere al clan contrapposto dei Mazzarella che negli anni cercavano di spodestare il clan Giuliano.

Salvatore Giuliano viene arrestato dopo un blitz di interforze mentre si nascondeva nell’appartamento di un parente a Pomigliano d’Arco. Fin dall’inizio il ragazzo ha negato di aver sparato e colpito Annalisa e di essersi fatto scudo con il corpo della ragazza. Ma l’autopsia e i controlli sulla pistola di Giuliano, nonché la ricostruzione dell’intera scena, affermano che il proiettile che ha ucciso l’adolescente è stato esploso proprio dal camorrista per rispondere al fuoco dei suoi rivali.

Salvatore Giuliano è stato condannato a 24 anni di carcere per l’omicidio di Annalisa Durante. Una scuola materna a Napoli, precisamente a Forcella, è dedicata alla memoria di Annalisa Durante e a breve verrà inaugurato a Cassino un presidio di Libera dedicato alla memoria della bella e giovane Annalisa.

Alessandra Clemente

Alessandra Clemente è la figlia di Silvia Ruotolo, uccisa a Napoli da un branco di camorristi che si sparavano tra di loro nel 1997. Oggi Alessandra è impegnata a mantenere vivo il ricordo delle vittime innocenti della criminalità organizzata. Oggi è assessore alle politiche giovanili del comune di Napoli.

One comment

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    Donato

    31 Marzo 2015 - 14:59

    24 anni per un delitto del genere sono pochissimi. Speriamo almeno che se li faccia quasi tutti. Ma ho dei dubbi. In Italia, oramai, il valore della vita, dell’etica, della morale, è vicino allo zero.

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