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Nella riserva del Molise per ascoltare il cervo

E’ un vero e proprio angolo di paradiso per ambientalisti e naturalisti.

L’Oasi Wwf – Riserva naturale regionale di Guardiaregia – Campochiaro (in provincia di Campobasso) si trova sul versante molisano dei monti del Matese ed è una delle più grandi d’Italia gestite dal Wwf coi i suoi 3.135 ettari. E’ la stessa zona che in questi giorni è stata al centro di una dura battaglia ambientalista contro la realizzazione di due centrali a biomasse. Una battaglia che, per il momento, è stata vinta grazie alla tenacia dei manifestanti.

La riserva svela le sue bellezze durante le varie stagioni. L’autunno è una di quelle preferite dagli appassionati di quest’oasi del Wwf. E’ la stagione degli amori del cervo europeo e i cervi maschi bramiscono continuamente con un potente verso gutturale per richiamare le femmine del loro territorio. La Riserva offre ai visitatori la possibilità di ascoltare e assistere a questo affascinante comportamento. E’ caratterizzata dalla presenza di tre particolari ambienti naturali: le gole del Torrente Quirino con la cascata di San Nicola, il Monte Mutria e l’area carsica della montagna di Campochiaro. Nell’Oasi WWF-Riserva regionale Guardiaregia-Campochiaro sono presenti, nella Direttiva “Habitat” dell’Unione Europea, due habitat prioritari, (ovvero a maggior rischio di estinzione): “le foreste dei valloni del Tilio-Acerion” delle Gole del Torrente Quirino e “le faggete a Taxus baccata ed Ilex aquifolium” di Monte Mutria e della Montagna di Campochiaro.

La vegetazione delle Gole del Quirino mostra due specie molto interessanti come il Leccio che, costituisce una delle rare localizzazioni matesine, e la presenza extrazonale di un arbusto tipico della macchia mediterranea, il Corbezzolo nell’unico sito segnalato sul versante orientale del Massiccio del Matese. Le pendici del Mutria, così come la Montagna di Campochiaro, sono invece il regno del Faggio che forma fustaie spettacolari. In località “Tre Frati” sono presenti alcuni imponenti esemplari dall’età stimata in circa 500 anni.

Il Lupo è il signore dell’area protetta. L’elusivo mammifero, viene avvistato soprattutto lungo i sentieri forestali alla quote più basse di Monte Mutria. Tra gli altri mammiferi segnaliamo anche il Gatto selvatico, il Tasso, lo Scoiattolo, il Cinghiale ed il Capriolo. Vista la ricchezza d’acqua per gran parte dell’anno, gli anfibi sono una presenza fondamentale dell’Oasi ed è molto interessante l’osservazione di un raro endemismo italiano come la Salamandrina dagli occhiali che, simbolo della Riserva, è stata ultimamente riclassificata come sottospecie a se stante e denominata Salamandrina perspicillata. Nel sottobosco della faggeta, non è difficile imbattersi nella grande Salamandra pezzata e in primavera, sia sul torrente Rio Vivo che sul San Nicola, la Rana dalmatina. Tra i rettili segnaliamo la Natrice dal collare ed il Saettone occhi rossi.
Tra gli uccelli rapaci, un capitolo a parte merita l’importante avvistamento dell’Aquila reale più volte in volo sulle faggete, alla ricerca di nuovi areali di predazione, ma non da meno è l’osservazione del rarissimo Lanario nell’area delle gole del Quirino; sono presenti inoltre il Falco pellegrino, il Falco pecchiaiolo, il Nibbio reale e la Poiana.

Dal 2010 anche l’Oasi di Guardiaregia-Campochiaro è entrata a far parte del progetto nazionale che WWF Oasi ha attivato nel cosiddetto “Programma Clima”. Si tratta di un programma di monitoraggio di indicatori ecologici per la determinazione degli impatti dei cambiamenti climatici sui nostri ecosistemi naturali.
All’interno del Programma sui cambiamenti climatici, il WWF ha già installato dieci centraline meteo per i rilevamenti climatici, in aree particolarmente sensibili come le Oasi del WWF. L’ultima stazione meteo, installata in ordine di tempo, è stata localizzata all’interno del territorio dell’Oasi di Guardiaregia-Campochiaro e servirà a monitorare e a verificare gli andamenti climatici dell’area matesina per i prossimi anni.


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