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Occorre il reddito minimo per i #poveri del #Sud

Dovremmo fare un monumento allo Svimez e relegarlo ben in vista. La relazione da esso partorita giovedì, ha scatenato una serie di reazioni ad ogni livello nella parte che riguarda il Sud, portando la Questione Meridionale al centro del dibattito politico e culturale di questa nazione.

A parte l’infelice battuta dell’attuale premier sui “piagnistei” del Sud, per il resto si è registrata una serie di reazioni positive delle parti in causa.

Quella che ho trovato più interessante e direi per certi versi stupefacente, viene dal presidente  di uno dei più delicati enti del nostro  Stato, Tito Boeri, autorevole economista a capo dell’Inps.

Il Mattino di Napoli gli ha dedicato la sua apertura in prima pagina, con un intervista dal titolo “Boeri: Sud, serve il reddito minimo.” E nel sottotitolo: “Povertà al massimo storico: pronto il piano Inps per gli over 55, che il governo lo approvi.”

Dice Boeri al giornalista: “……i dati sulla crescita della povertà al Sud, sono molto più che un campanello di allarme, che peraltro l’Inps aveva già raccolto………Lo Svimez ha fatto benissimo a mettere l’accento su questo punto, perché dell’emergenza povertà, specie al Sud, si parla pochissimo”.

A tal proposito mi ha stupito l’intemerata letta ieri su Resto al Sud da parte di chi ha scambiato quello che io reputo un provvidenziale assist dell’Istituto alle nostre terre, come un’offesa ad esse.

Continua Boeri dalle colonne del giornale fondato dalla Serao: “L’Inps ha proposto al governo, per contrastare la povertà, di  introdurre in Italia, un sistema di reddito garantito che abbiamo chiamato ‘sostegno di inclusione attiva’ per le persone che hanno più di 55 anni e per le loro famiglie“.

Nell’intervista, l’economista scende in qualche dettaglio ed opera dei distinguo, ma la dirompenza della sua proposta rimane.

Spero che Boeri trovi tutto quel sostegno necessario di cui si ha bisogno.

Per quanto riguarda la classe politica, le reazioni sono state sostanzialmente favorevoli, se anche il segretario della Lega Salvini ha dichiarato che: un Sud fermo è un problema per tutto il paese. La Lega ormai ha assunto una dimensione nazionale, un’uscita negativa sulle difficoltà del Sud, avrebbe compromesso il recupero di consensi. Il Movimento Cinque Stelle ha mostrato solidarietà, attaccando la frase del premier sul piagnisteo.

Insomma, si è creata una base di consenso ampio per intervenire. E in tale quadro la proposta di Boeri, è la prima pietra di un quadro d’interventi, che parte dal disagio sociale delle fasce più deboli, sino ad arrivare agli interventi strutturali.

Ho aderito al progetto Resto al Sud due anni fa, in virtù di dare un contributo d’idee ad un osservatorio culturale che voleva essere un volano della ripresa, dello sviluppo, dell’elaborazione d’idee. Ora il quadro è cambiato. Avverto la mia  collaborazione come un forte impegno sociale, qualcosa a cui non posso sottrarmi. E ciò mi piace precisarlo.


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