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La #missione umanitaria che vi voglio raccontare (video)

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Musica e scrittura, un connubio che può generare emozioni. Io ho scritto il testo. Lui, Francesco Direnzo, ha composto la musica. Il mio è un reportage di viaggio scritto in Uzbekistan durante una missione umanitaria della quale sono stata diretta protagonista. Nell’ottobre 2013, infatti, ho deciso di partire insieme ad una équipe di medici volontariarmati” di bisturi e medicinali e pronti ad operare bambini cardiopatici uzbeki, che altrimenti non sarebbero sopravvissuti. Lì, ho toccato con mano una missione di Cuore di bimbi (progetto della Fondazione Aiutare i bambini), esperienza meravigliosa dalla quale ho ricavato “Tashkent: diario di bordo“. Qui ho descritto, giorno dopo giorno, quella che io considero l’esperienza più bella, significativa ed emozionate della mia vita.

Vorrei che questo diario diventasse un libro per far conoscere a tutti l’operato dei nostri medici-eroi. Vorrei che diventasse un libro perché il minimo che io possa fare per quei bambini cardiopatici che mi hanno regalato una gioia indelebile è far conoscere al mondo intero la loro storia. Se lo meritano. Ma, soprattutto, vorrei vedere il mio libro sulle scaffalature delle librerie per sapere che ogni lettore che lo acquisterà aiuterà quei bambini, perché i proventi andrebbero tutti alla Fondazione.

Con questo video viaggeremo a ritmo di musica perché la meravigliosa melodia composta da Francesco renderà tutto più magico. Il suo brano è intitolato “Memory” e lo ha composto dopo una terribile tragedia: la perdita di sua zia e suo nonno durante un nubifragio. Loro non ci sono più, ma con quella musica vivono ancora. Vivono tra quelle note che attendono, da anni, un’etichetta discografica. Per entrare nelle case degli italiani. Per entrare nei cuori degli italiani. A noi basta una penna e una chitarra per trasmettere emozioni. Per ricordare. Per amare.

Ilaria Fiore

Ho 23 anni, vivo a Matera e sono iscritta alla Facoltà di Lettere e Filosofia di Bari, curriculum: editoria e giornalismo. A scuola ho sempre avuto due passioni: la matematica e l’italiano. Conseguito il diploma mi sono ritrovata a scegliere cosa fare delle mia vita: ho guardato dentro di me e tra i miei due “amori” ho scelto quello che più mi emozionasse. La scrittura mi permette di esprimermi nel modo in cui la sola voce non mi consentirebbe di fare; di fermare il volo dei miei pensieri; di viaggiare in altri luoghi e in altri tempi. La scrittura è comunicazione e la comunicazione siamo noi. Sto studiando per diventare giornalista e lavorare nella mia terra per raccontare tutte le sue verità. Adoro immortalare i momenti con uno scatto fotografico. Guardare uno fotografia significa trovare una nuova fonte d’ispirazione per scrivere il proprio mondo interiore. Come diceva il grande Walter Benjamin: “Si capisce come la natura che parla alla cinepresa sia diversa da quella che parla all’occhio. Diversa specialmente per il fatto che al posto di uno spazio elaborato dalla coscienza dell’uomo interviene uno spazio elaborato inconsciamente”.

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