Per restare in Cilento “adotta una capra”: il crowdfunding di un gruppo di giovani contro lo spopolamento

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Restare al Sud, sì, ma come? Partendo da quest’interrogativo, un gruppo di giovani cilentani ha sviluppato un’idea che ha poi preso la forma di una realtà associativa, molto simile ad una startup agricola, da cui far nascere, si spera, una vera e propria impresa: l’Associazione Culturale Giovani Speranze.

Giovani Speranze, come raccontano i ragazzi che ne fanno parte sui social, è un gruppo di giovani che amano la natura, è la voglia di non abbandonare il Cilento, è un gregge di capre, è il dono di un amico”. Molti paesi del Cilento interno, ovvero dell’area montuosa della provincia sud di Salerno, stanno subendo, negli anni, un costante spopolamento, soprattutto di giovani che, a partire dall’età di 19 anni, si apprestano agli studi universitari o alla ricerca del primo impiego.

A quanto pare, le grandi risorse naturalistiche che il Cilento possiede e che potrebbero ampiamente sostenere l’economia del territorio non risultano sufficienti a trattenere i giovani, a scongiurare il continuo brain drain. Il Cilento, inoltre, si trova nel cuore del Parco Nazionale del Cilento Vallo di Diano e Monti Alburni, primo geo-parco d’Europa, sito UNESCO e prima eco regione d’Europa (Biodistretto Cilento). L’Associazione Culturale Giovani Speranze ha voluto far sì che tutti questi riconoscimenti non rimanessero solo titoli altisonanti ma rappresentassero la strada da percorrere per generare nuove economie.

“Giovani Speranze -spiegano i fondatori sui loro canali social- nasce con lo scopo di promuovere l’attività agricola e la pastorizia al fine di incentivare la nascita di nuove possibilità di insediamenti lavorativi per giovani in condizioni di disagio: scarso livello di scolarizzazione e difficoltà economiche delle famiglie di provenienza. In particolare si intende orientare la propria azione verso la cura, la conservazione e la valorizzazione della capra, di razze italiane ed autoctone cilentane, oltre alla promozione dei prodotti tipici derivanti dalla lavorazione del latte”.

La capra, infatti, è una specie animale che nei secoli ha contraddistinto la cultura contadina cilentana, rappresentando per le famiglie una vera e propria fonte di sostentamento. Per questo motivo, i ragazzi di Giovani Speranze investono tutto il loro tempo, lavoro e volontà in un allevamento di capre attraverso il progetto, lanciato su Facebook, “Adotta una capra….. e il Cilento vive!”.

Esattamente come avviene per le adozioni a distanza di bambini, è possibile ricevere foto della capretta adottata e ben sei chili del pregiato formaggio ottenuto dal suo latte. L’adozione dura un anno e il donatore può scegliere il nome da dare alla capra.

Quello di Giovani Speranze è, indubbiamente, un bel modo di fare crowdfunding coniugando le tradizioni del territorio cilentano all’innovazione dei social, essenziali per la raccolta fondi  e per il racconto continuo della vita nel gregge, comprese le immagini dei donatori che da tutta Italia giungono in Cilento per trovarsi vis-à-vis con la capretta adottata sino a quelle dei formaggi prodotti e alle analisi del latte fatte dal Dipartimento di farmacia dell’Università di Napoli Federico II che hanno dimostrato che il latte della capra cilentana è ricco in acido oleico (acido grasso rinomato per le sue qualità benefiche nei confronti del sistema cardiovascolare).

Ad oggi le capre, più di 50 capi, sono tutte adottate a distanza da donatori sparsi in ogni regione d’Italia, professionisti dei campi più disparati, tutti intenti a sperare in un nuovo futuro per il Cilento. I ragazzi di Giovani Speranze sono impegnati, al contempo, in azioni costanti di lotta all’inquinamento, uso razionale e sostenibile delle risorse naturali, divulgazione a fini didattici, educazione e sensibilizzazione su tali temi, recupero di aree abbandonate.

L’obiettivo dell’associazione è di passare dalla formula attuale, quella non profit intesa come laboratorio progettuale, ad una formula più profit, in grado però di conservare forti connotazioni sociali come avviene nel modello cooperativo.

 

Anna Laura Maffei

Giornalista, blogger ed esperta di comunicazione, scrive di innovazione e tecnologia, di sociale, di cultura e di scuola. È communication manager e vicepresidente di Digital Media, partner editoriale di ANSA.it, già service giornalistico di Tiscali.it e main partner di RestoalSud.it, portali d’informazione per i quali scrive i suoi articoli. Per la testata RestoalSud.it ricopre il ruolo di caporedattrice dal 2014, ha curato la selezione e l’editing dei testi dell’omonimo libro ("#RestoalSud", Pietre Vive Editore, 2018) ed è coordinatrice didattica della Resto al Sud Academy, l’incubatore di talenti digitali del Mezzogiorno. Opera come consulente ed esperta di comunicazione digitale e social media per PMI e Startup e svolge attività di ufficio stampa. Ha collaborato con diverse testate informative, rigorosamente “all digital”, tra cui Gosalute.it, TerzoSettore TV e Look Out TV, quest’ultima tra le web tv di riferimento nell’ambito del racconto delle culture, diretta da Claudio Martelli, di cui è stata project manager. È coautrice della seconda edizione di “Brand Journalism. Storytelling e marketing: nuove opportunità̀ per i professionisti dell’informazione” (edita dal Centro di Documentazione Giornalistica).

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