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Sorpresa, il panettone del Sud è il più buono d’Italia

Signori rassegnatevi, al Sud lo facciamo meglio. Cioè, facciamo meglio qualsiasi cosa, anche il dolce tipico di Milano, nato sotto Ludovico il Moro: il panettone. Eh si, perché in una settimana dominata – in tema mangereccio – dalla campagna di boicottaggio lanciata da noi di insorgenza ai danni del panettone Balocco con il logo e la sciarpina del Napoli, con relative polemiche e ribellione di tanti tifosi alla “svendita” da parte di Aurelio De Laurentiis a una azienda del nord dei diritti di immagine del Calcio Napoli e per giunta – guarda un po’ – proprio per un panettone, succede, udite udite, che in ben due classifiche due, e anche molto significative, domini il panettone Made In Sud, votato come il migliore, il più buono, il più geniale. Il miglior Panettone del 2013, almeno per la giuria di Gazza Golosa in collaborazione con Re Panettone, risulta essere infatti quello di Alfonso Pepe, artigiano di Sant’ Egidio del Monte Albino (Salerno).

L’alta scuola della lievitazione napoletana ormai si è impadronita di questo dolce milanese divenuto il simbolo del Natale italiano grazie alla spinta della grande industria negli anni ’60. La giuria di Gazza Golosa (Gazzetta dello Sport) ha assaggiato e giudicato 22 prodotti dei più prestigiosi artigiani. Il dolce di Pepe ha battuto in volata quelli di Maurizio Bonanomi (Pioltello), della Pasticceria Martesana (Milano) e di Sal De Riso (Tramonti, sempre Salerno). Quest’ultimo però si è aggiudicato il premio PanGiuso, nella categoria tradizionale. Ma Sal De Riso, pasticciere ormai di fama mondiale, ha ottenuto un riconoscimento ancor più importante, vincendo sempre ieri la 6/a edizione del concorso Re Panettone-Milano, manifestazione organizzata dall’Associazione Amici del Panettone presieduta da Sabrina Dallagiovanna. De Riso, pluripremiato anche in passato per le sue specialità dolciarie , ha vinto il titolo con il suo classico mandorlato.

C’è da dire che in questi ultimi anni il dolce meneghino ha assunto, proprio con “artisti del dolce” quali Sal De Riso, una veste squisitamente meridionale, arricchendosi di ingredienti dop e igp campani. Il repertorio firmato da De Riso è infatti veramente ricchissimo: oltre al Classico Mandorlato, Stella del Vesuvio, Stregato, Tramonti in Concerto, Limoncello, Crem Derì, Classico Milanese e, ultimo nato, il Cilentano Pan di Bufala, con fichi del cilento e latte di bufala. E ovviamente tra i tanti ingredienti dop e igp, il limone di Amalfi, le albicocche del Vesuvio, le nocciole di Giffoni Valle Piana. Una bontà tale che a Londra e a Parigi, nei grandi magazzini di lusso Harrods e presso le Galeries Lafayette, hanno deciso che il panettone italiano, quest’anno, sarà proprio quello di Sal De Riso. Uomo del Sud vero, Sal, tant’è che il suo primo pensiero è andato alla sua terra e al suo gruppo di lavoro, agli uomini e donne del suo laboratorio a Tramonti, piena costiera amalfitana: “Sono felice e orgoglioso per i miei collaboratori, per tutti quelli che mi seguono con affetto e soprattutto per la mia Campania, che ha al suo attivo 24 tra prodotti Dop e Igp di alta qualità agroalimentare, una Campania che si impegna ogni giorno per portare a tavola la qualità”.

E tutto questo mentre al Nord negli ultimi anni, anche grazie alle campagne di boicottaggio di un prodotto visto come “un simbolo” del settentrione, si è registrato un calo delle vendite importante di panettoni e pandori: nel 2012 si è parlato di una flessione delle vendite addirittura del 20 per cento. Quest’anno però la musica natalizia, almeno per i nostri artigiani, sembra suonare a loro favore: tant’è che giovedì 5 dicembre molti di loro (tra gli altri anche Pepe e De Riso) si incontreranno al Gambrinus, storico caffè napoletano, per una mattinata fortemente voluta dal critico gastronomico Luciano Pignataro che ha per titolo proprio “I grandi panettoni della Campania” (appuntamento alle ore 11).

Insomma, lo sappiamo che sulle vostre tavole questo Natale, a seconda della Regione del Sud dove tornerete per le feste o dove già siete, ci saranno struffoli e mustacciuoli, roccocò e pastiere, cassate e cannoli, cururicchi o cartellate, susamielli e nacatole, giuggiulene e sfinzie, buccellati e mandorlacci, pasta di mandorle a volontà e pettole (che per gli stranieri sopra Gaeta, al netto degli emigrati, sono tutti dolci tipici meridionali, in grossa parte natalizi). Però se proprio non ce la fate, se proprio non riuscite a evitare di metterlo a tavola questo benedetto panettone, che almeno sia fatto al sud. Si, perché di Pepe o De Riso, o degli altri tantissimi imprenditori meridionali che ormai lo producono (c’è una pagina fb dedicata solo ai panettoni del sud) ormai è un fatto, confermato pure dai milanesi: il panettone, pure quello, lo facciamo meglio noi.


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