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Lino Guanciale e “La casa di famiglia”. Al cinema!

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Quattro fratelli, un padre che si risveglia inaspettatamente dal coma dopo anni e la vendita del bene più prezioso e poi la corsa per recuperarla. Dal 16 novembre è in tutte le sale “La casa di famiglia”, opera prima di Augusto Fornari. Alex, i gemelli Oreste e Giacinto e Fanny sono quattro fratelli  molto diversi l’uno dall’altro, cresciuti in campagna. Per aiutare Alex che si trova in pesanti difficoltà economiche, decidono di vendere la casa paterna. Nessuno avrebbe però mai immaginato in un risveglio. I medici però non transigono: affinché tutto torni alla normalità, il padre deve tornare nella sua amata casa circondato dall’affetto dei suoi cari. Oltre a Stefano Fresi, Matilde Gioli e Libero De Rienzo, troviamo Lino Guanciale, uno degli attori più amati che momento, che gentilmente ci ha rilasciato ancora una volta una bella intervista.

Dal 16 novembre sei al cinema con “La casa di famiglia”. Perché hai detto di sì a questo progetto?

Ci sono stati due elementi fondamentali per convincermi ad accettare, ovvero la sceneggiatura e un cast straordinario con Libero De Rienzo, Stefano Fresi, Luigi Diberti e Matilde Gioli. Viste queste premesse, non avrei potuto rifiutare. Posso dirti che, oltre a un enorme stima professionale, dopo il film si è aggiunta quella umana.

Interpreti Alex. Com’è questo ragazzo?

Alex è il tipico elemento detonatore delle famiglie che si rispettino, la pecora nera. Per la sua brillante simpatia, gli si perdona quasi tutto. E’ l’adorabile casinista, il combinaguai che c’è in quasi tutte le famiglie. Mi ha divertito molto l’idea di poter giocare con i modelli che dalla mia famiglia sono riuscito a dedurre per trarne ispirazione.

Diverse le tematiche che avete affrontato. Tra tutte sicuramente quella della  famiglia. Com’è questa che mostrate al cinema?

Quella che viene raccontata è una famiglia che ha sempre funzionato nel migliore dei modi. Si trova poi a far fronte alla perdita della madre e alla quasi perdita di un padre in coma che poi fortunatamente si risveglierà. L’assenza dei genitori ha tolto i punti di riferiemnto a questa famiglia bella e accogliente fino all’età adulta di quattro fratelli. Questi, crescendo, si sono diversificati sempre di più. Nella situazione limite in cui si trovano, per non svelare al padre cosa di fatto hanno combinato, si avvicinano nuovamente l’uno all’altro. Se c’è affetto tra i componenti di una famiglia,  i momenti critici possono essere superati insieme; ecco che questo accade anche ai protagonisti di questa storia.

Sei affiancato da attori bravissimi come Matilde Gioli, Stefano Fresi e Libero De Rienzo. Com’è stato lavorare con loro?

Beh, è stato molto bello! La loro bravura è riconosciuta da chiunque e questo per me è stato molto formativo; ho infatti imparato moltissimo da loro. Mi hanno reso la vita facile perchè sono persone in gamba. Sono felice che sia rimasta una bellissima sintonia umana anche dopo l’uscita del film.

Cosa rappresenta per te la famiglia?

Per me, è il patrimonio fondamentale di certezze. E’ proprio dall’affetto e dalla solidità della mia famiglia che io ho tratto e traggo la forza per procedere nella strada che ho scelto, una strada che quotidianamente mi mette davanti motivi di cedimento ma che, grazie a lei, mi permette di non mollare mai.

Sei tornato a casa con la commedia. Cos’è per te quest’ultima?

Credo sia il nostro patrimonio linguistico e cinematografico più riconosciuto al mondo. Il nostro è un modo di fare commedia molto diverso dagli altri Paesi. Credo che debba essere rivisitata e reinterpretata, senza fare le stesse cose di cinquant’anni fa, cercando di capire la spinta propulsiva che la commedia all’italiana ha avuto.

Cosa vorresti arrivasse al pubblico di questo film?

E’ possibile in qualunque momento tornare sui propri passi dinnanzi alle crisi nella propria famiglia e, più in generale, per gli affetti che più ci stanno accanto. Per porre rimedio a questo, dobbiamo avere il coraggio di affrontarci e discutere per cercare una soluzione, che di fatto esiste. Qualcosa ci ha unito, ed ecco che anche dopo un grosso litigio possiamo tornare uniti, anche più di prima.

I tuoi prossimi progetti?

Ho terminato le riprese della seconda stagione di “Non dirlo al mio capo”, sto per iniziare il set de “L’Allieva 2”, poi girerò “la porta rossa 2”. Nell’anno nuovo, uscirà al cinema “Arrivano i prof”.  Sarò a teatro con “Ragazzi di vita” e “La classe operaia va in paradiso”.

Giulia Farneti

Giulia Farneti nasce a Cesena il 16 gennaio del 1989. Ha collaborato per due anni con il quotidiano Infooggi occupandosi di attualità e di criminalità organizzata, aprendo anche la rubrica settimanale “Così è (se gli pare)” di cui era anche responsabile con Alessandro Bertolucci. Per quasi altri due anni, ha scritto per il quotidiano La Nostra Voce occupandosi di cinema, teatro e televisione, le sue grandi passioni. Ha sviluppato una vera e propria coscienza antimafia, riuscendo a far approvare nella sua provincia quattro conferenze per sensibilizzare la cittadinanza alla cultura della legalità. mail: [email protected]

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