';

Da scarti a filtri anti-inquinamento, il progetto di una start up siciliana

  • La start up “ArgiNaRe” ha elaborato un sistema per filtrare gli elementi inquinanti
  • L’idea nasce all’Università di Messina e coinvolge professionisti in vari ambiti disciplinari
  • Ad accompagnare l’impresa il Consorzio Arca di Palermo

“Applicare la conoscenza, progettare l’innovazione, sviluppare la sostenibilità” è il motto del team di professionisti siciliani con competenze scientifiche multidisciplinari – formato da Maria Rosaria Plutino (Ismn-CNR), Simone Cappello (Irbim-CNR), Giuseppe Sabatino e Giulia Rando (UniMe) – che ha dato vita al progetto ArgiNaRe, già brevettato, che ha portato nel novembre 2019 alla costituzione della società ”Athena green solutions s.r.l.”, iscritta alla Camera di Commercio come start up innovativa.

Materiali ecosostenibili per l’assorbimento di inquinanti

L’idea imprenditoriale di ArgiNaRe, si basa sullo sviluppo di processi ecosostenibili per contrastare l’inquinamento ambientale, grazie all’utilizzo di materiali ibridi innovativi, costituiti essenzialmente da argille naturali e da sostanze di scarto, che a seguito di modificazioni sintetiche, acquisiscono caratteristiche tecniche, proprietà chimico-fisiche, implementate rispetto ai materiali di partenza. In particolare, diventano efficaci per l’assorbimento e la biodegradazione di inquinanti idrocarburici, metalli pesanti, oli di scarto e composti organici.

L’incontro dopo una tesi di laurea

L’incontro tra i componenti del team e la decisione di concretizzare quella che all’inizio era solo un’idea è avvenuto nel 2018 in occasione della compilazione della tesi triennale di laurea in Scienze Chimiche di Giulia Rando, oggi dottoranda presso l’Ateneo messinese. In quella occasione come correlatore della tesi ha partecipato il microbiologo Simone Cappello, ricercatore del CNR presso l’Istituto per le Risorse Biologiche e le Biotecnologie Marine specializzato in progettazione di sistemi “green technology”, ma trattandosi di un argomento multidisciplinare è stata coinvolta come referente chimico anche Maria Rosaria Plutino ricercatrice dell’Istituto per lo Studio dei Materiali Nanostrutturati del CNR ed esperta nella sintesi e studio strutturale di nanomateriali e nanocompositi funzionali ibridi. Da qui è iniziata la collaborazione e il coinvolgimento del quarto componente del team, il geologo Giuseppe Sabatino, tecnico presso il Dipartimento di Scienze Matematiche, Informatiche, Fisiche e della Terra (MITF-UniMe), al quale Plutino si era rivolta alla ricerca di un materiale che potesse essere adatto ad avvalorare le tesi ancora teoriche dell’idea di progetto.

La filosofia dell’economia circolare

“Dopo la funzionalizzazione chimica delle varie argille – racconta Maria Rosaria Plutino, Presidente della start up Athena – abbiamo cominciato ad effettuare dei test per l’assorbimento del petrolio e in effetti abbiamo ottenuto subito dei risultati molto interessanti, abbiamo constatato che questo materiale ibrido modificato presenta un’elevata capacità oleo-assorbente e ha diversi punti di forza, infatti, non solo è completamente ecosostenibile perché ottenuto da argilla e da scarti, ma è anche versatile perché si può ottenere in varie forme sotto forma di polvere o come rivestimento di superfici. L’innovazione sta soprattutto nel fatto che dopo aver assorbito il liquido inquinante il nostro materiale continua a galleggiare “contro la gravità”, quindi non affondando può essere facilmente recuperato e riutilizzato attraverso processi di bio-rigenerazione nel rispetto della filosofia dell’economia circolare europea”.

Dopo aver assorbito il liquido inquinante il nostro materiale continua a galleggiare e può essere facilmente recuperato

Nel 2018 il progetto ArgiNaRe si è aggiudicato il primo posto alla Start Cup Competition 2018 organizzata dall’Università di Messina, successivamente il secondo posto alla Start Cup Sicilia, guadagnando così l’accesso al Premio Nazionale per l’Innovazione (PNI2018). Poi è stato tutto un crescendo, e il team ha sempre raggiunto dei posizionamenti importanti. Con la partecipazione alla quarta edizione di Next Energy 4, competizione promossa da Terna e Fondazione Cariplo, la startup ha avuto accesso ad un percorso personalizzato di incubazione con la collaborazione del Consorzio Arca di Palermo – un incubatore high-tech e un creative hub – che promuove la nascita di iniziative imprenditoriali innovative e sostiene lo sviluppo delle start up. “Il Consorzio Arca è per noi un punto di riferimento – dice Plutino – Con Monica Guizzardi, Anna Sangiorgi, Fiammetta Pantò si è creata una bella empatia e ci stiamo facendo seguire da loro per il rebranding della società e il restyling del logo, perché è nostra intenzione uscire in commercio con il nostro prodotto il prossimo settembre”.

Tessuti, spugne, schiume a base di argille naturali

Sulla base del progetto brevettato, l’azienda mira ad introdurre nel mercato tutta una serie di prodotti creati con le polveri: ARGINARE@Textiles, @Sponge, @Foam ARGIFruit, ARGIWaste, ARGIAsh ovvero tessuti, spugne, schiume polimeriche a base di argille naturali e soprattutto dei filtri che sono il prodotto che ha attirato più interesse a livello internazionale.

Le potenzialità commerciali sono legate principalmente ai costi contenuti, alla rapidità di esecuzione dei processi e al basso impatto ambientale. I potenziali acquirenti non sono soltanto le società di bonifica, ma anche tutte le aziende che producono sostanze chimiche e che quindi hanno necessità di pulire i serbatoi/contenitori. Oppure, aziende che dovendo sversare delle acque nell’ambiente devono prima accertarsi di bonificarle, in modo da ridurre la presenza di inquinanti ambientali come previsto in termini di legge. Il grande vantaggio è che questo tipo di filtri brevettati, una volta utilizzati possono essere rigenerati per via biologica, basterà riportarli alla società per la rigenerazione e verranno restituiti completamente rinnovati e pronti per essere riutilizzati.

L’interesse di Belgio e Olanda

“Siamo in contatto con delle aziende del Belgio e dell’Olanda, molto sensibili al problema del riciclo delle acque, che sono interessate ad utilizzare i nostri sistemi filtranti – afferma Plutino- abbiamo fatto due step di valutazione con delle Venture Capital e seguiamo altri progetti per il recupero di scarti florovivaistici cercando di ottenere delle bioplastiche dagli stessi perché ormai bisogna muoversi verso la sostenibilità, cercare di non sprecare più risorse primarie ma utilizzare gli scarti per creare materiali di alto valore aggiunto. Inoltre – precisa – stiamo lavorando anche per un’azienda di reflui, sempre nel territorio siciliano, di modo che i loro prodotti di scarto, dei fanghi disidratati, possano anche essere utilizzati per la produzione di composti geopolimerici che sono considerati come alternativa green del cemento, quindi noi offriamo anche questo servizio di ricerca e sviluppo verso la sostenibilità”.

Un’imprenditoria che parla al femminile

“Come rappresentante dell’imprenditoria femminile, innovativa e sostenibile – ci tiene a puntualizzare la presidentessa della startup – che si impegna a portare avanti il ruolo della donna nel mondo del lavoro sono stata spesso coinvolta sia dall’Università di Messina sia dal Consorzio Arca di Palermo per relazionare davanti a giovani e studenti, che non devono atrofizzarsi alle classiche professioni, perché soprattutto in ambito scientifico ci sono possibilità nuove e diverse, e non bisogna mai smettere di sognare bisogna sempre credere nei propri sogni e perseguirli ed io, oggi, posso dire di aver realizzato un grande sogno”.

Prossimo importante appuntamento per la società “Athena green solutions” a novembre a Bruxelles in occasione del Women2027, l’evento imprenditoriale organizzato da Donne Si Fa Storia, in partnership con GammaDonna, che consente alle imprese a conduzione femminile selezionate l’opportunità di presentare il proprio progetto dinanzi alla platea del Parlamento Europeo.


Dalla stessa categoria

Lascia un commento