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Eco-ostello Locride, sostenibilità ambientale in un bene confiscato

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  • L’eco-ostello Locride è un esempio di struttura ricettiva sostenibile
  • Nasce in un edificio confiscato alla ‘ndrangheta
  • È stato rinnovato grazie al gruppo GOEL e alle Fondazioni “Con Il Sud” e “Peppino Vismara”

Un luogo confiscato alla ‘ndrangheta può diventare esempio di sostenibilità ambientale e sociale. È la storia che racconta il gruppo GOEL, promotore della creazione dell’Eco-ostello Locride e da anni impegnato nel riscatto della Calabria.

Una lunga sfida contro gli attacchi della ‘ndrangheta

Prima di arrivare al successo della presentazione di un ostello ecosostenibile, però, ci sono state diverse difficoltà. Il bene, confiscato alla mafia nel 2005, era stato ristrutturato dal Comune di Locri (Reggio Calabria) grazie a dei fondi del PON Sicurezza. Conclusi i lavori, nell’aprile 2016 l’amministrazione era pronta a consegnare la struttura ricettiva ad un ente non-profit a titolo gratuito. Peccato, però, che nessuno si sia presentato alla gara.

Il timore di eventuali ritorsioni era parecchio forte. Nonostante ciò, ad ottobre dello stesso anno è stata ripresentata la gara. A vincere questa volta l’associazione GOEL, che da anni opera in Calabria per favorire il processo di rivalutazione e crescita del territorio. A nemmeno due settimane dall’assegnazione, però, sono arrivati i primi danneggiamenti alla struttura.

Questo non ha fermato l’impegno dell’associazione e delle istituzioni statali. Negli ultimi anni l’ostello è diventato tappa dei viaggi della legalità proposti alle scuole del centro-nord, anche attraverso le attività del tour operator “I viaggi di GOEL”. Un’attività di un valore tale da essere riconosciuto anche dal MIUR e la Commissione Parlamentare Antimafia, che nel 2020 hanno deciso di inserire l’Ostello Locride tra le strutture del progetto “Legalitour”.

Adesso inizia una nuova tappa di questo percorso, attraverso l’ulteriore trasformazione del modello ricettivo. L’obiettivo è quello di diventare esempio di innovazione e sostenibilità in un mondo che sempre di più si sta muovendo verso la green economy e il turismo responsabile.

Innovazione ecologica, come trasformare i beni sequestrati

Un ostello non basta. Bisogna trasformare il luogo simbolo delle brutture della criminalità in un esempio di bellezza e innovazione al passo coi tempi. Per questo, a cinque anni di distanza dall’acquisizione della struttura da parte di GOEL, questa diventa qualcosa di diverso. Qualcosa in più, che sempre era stato nei piani dell’associazione, ed oggi è finalmente realtà. Già allora “lo abbiamo chiamato Locride perché chi accoglieremo si potrà calare nel progetto di cambiamento che GOEL vuole costruire per la Locride e la Calabria intera: un futuro luminoso, fatto di etica, ecologia e mutualismo“, ha spiegato Vincenzo Linarello, presidente di GOEL – Gruppo Cooperativo. Perché questo esempio doveva prendere il nome della regione che intendeva cambiare per il meglio.

Così ora, nella cornice di Locri e a un chilometro e mezzo dalla Costa dei Gelsomini, non sorge soltanto un ostello, ma un eco-ostello. Ai 45 posti letto (divisi in stanze triple) si aggiungono illuminazione ecologica ed energia fotovoltaica, riscaldamento solare, cosmetici e detersivi ecologici, biancheria bio e carta eco. La colazione, poi, è tutta biologica. E con un’attenzione anche a chi fornisce tutti questi prodotti: sono cooperative sociali che fanno parte della rete GOEL.

Questo rinnovo è stato permesso anche dalla collaborazione con la Fondazione Con Il Sud e la Fondazione Peppino Vismara, a loro volta da anni impegnate nel riscatto territoriale e sociale. Anche grazie a loro, inoltre, l’eco-ostello è perfettamente in linea con le necessità reali dei possibili ospiti della struttura: in ogni stanza è presente un Android Box, mentre nelle aree comuni sono presenti video-proiettori, smart tv, postazioni pc e una lavagna touch per eventuali presentazioni.

L’attività di GOEL: da incubatore d’impresa a tour operator

GOEL è una rete di persone che decidono di opporsi attivamente alla ‘ndrangheta. Raccoglie 12 imprese sociali, 2 cooperative agricole, 2 associazioni di volontariato, una fondazione e 29 aziende prevalentemente agricole, oltre che professionisti e volontari singoli. Le sue attività variano dalle strutture sanitarie per persone con malattie mentali alle comunità di accoglienza di bambini e adolescenti con percorsi di devianza. Si occupa anche di accoglienza ed integrazione di migranti minori non accompagnati e richiedenti asilo politico.

Al di là delle attività prevalentemente sociali, GOEL porta avanti progetti di supporto alle aziende del territorio. Così ha creato un incubatore per imprese innovative chiamato Campus GOEL, affiancandovi anche un servizio di consulenza etica per imprese. Gestisce inoltre CANGIARI, brand di alta moda eco-etica, ed una cooperativa di aziende agricole impegnate nel biologico.

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Published by
Chiara Venuto