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Museo del Mare e non solo, il nuovo volto di Reggio Calabria col Pnrr

  • Nel Pnrr previsti 53 milioni per il Museo del Mediterraneo di Reggio Calabria
  • Si tratta di un’opera progettata dall’archistar Zaha Hadid nel 2007
  • Il museo sarà un edificio tutto curve e che forma una sorta di mezzaluna sul lungomare reggino

Reggio Calabria cambia faccia, quantomeno lato mare. Tra i progetti finanziati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza infatti c’è anche il “Regium Waterfront” progettato nel 2007 dall’architetta di fama internazionale Zaha Hadid.

Il Museo del Mare e il Centro Polifunzionale

“La conclusione ideale della passeggiata urbana”: così è scritto nel progetto originale. Il Regium Waterfront è stato ideato da Zaha Hadid nel 2007, vincendo un concorso di progettazione. Da allora è stato realizzato il waterfront (di prossima inaugurazione), ma manca ancora tutto il complesso di costruzioni pensato dall’archistar.

Un edificio tutto curve e che forma una sorta di mezzaluna sul lungomare reggino, sarebbe composto da due unità diverse: il Museo del Mare o del Mediterraneo e un centro polifunzionale. Il museo ospiterà delle esposizioni permanenti, dei laboratori per il restauro, un acquario, un archivio e una biblioteca. La forma dell’edificio del museo è vagamente ispirata a una stella marina.

Per quanto riguarda il centro polifunzionale, secondo quanto pensato da Hadid dovrebbe essere “il più permeabile possibile rispetto al flusso della passeggiata”. Conterrà una galleria commerciale, con spazio per una palestra, laboratori dell’artigianato, una piscina, un cinema, tre auditorium (che possono diventare uno solo). Potrà inoltre diventare una stazione per le navette di collegamento veloce via mare, trovandosi su una darsena artificiale adatta ad accogliere piccole imbarcazioni.

Il nuovo “quartiere dei musei” di Reggio

“In totale 53 milioni di euro destinati a Reggio Calabria, inseriti nel masterplan delle risorse disponibili per gli attrattori culturali delle Città Metropolitane”, ha dichiarato il sindaco Giuseppe Falcomatà. Il progetto è infatti rientrato nel Piano per i Grandi attrattori culturali (a sua volta parte del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), per il quale sono stati stanziati 1,460 miliardi di euro.

Carmelo Malacrino, direttore del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, ha a sua volta voluto esprimere felicità per la notizia. “La sua costruzione amplierà in maniera significativa l’offerta museale della città – ha spiegato – in un’area, quella settentrionale, che potrebbe sempre più assumere la connotazione di ‘quartiere dei musei’”. Un po’ nello stile di alcune grandi città del mondo, come nel caso dell’“isola dei musei” berlinese.

Il giornalista e sociologo Antonio Marziale, invece, si congratula col sindaco per avere appoggiato un progetto che era stato iniziato dal suo predecessore Giuseppe Scopelliti, che è stato “protagonista suo malgrado di una lunga vicenda giudiziaria”. Ma aggiunge: “Purtroppo, però, cambiano le condizioni della città. Quando a Scopelliti venne l’idea di questa opera, la città era bella e pulita. Il Corso Garibaldi aveva la vecchia pavimentazione, ma era migliore di quella attuale, dove passeggiarci è diventato un pericolo costante. Non c’era l’immondizia”.

Fiorisce la cultura nello Stretto: un dialogo ininterrotto

Baluardo della cultura a Reggio Calabria, il nuovo museo rientrerebbe tra gli sforzi per lo sviluppo di un’immagine dello stretto di Messina come un luogo di sviluppo socioculturale. D’altronde, anche Messina ha ormai il suo museo vista mare, il MuMe.

È tempo di progettazione, e così il museo archeologico di Reggio Calabria si prepara a celebrare il cinquantesimo anniversario della scoperta dei Bronzi di Riace: “Stiamo coinvolgendo tante istituzioni per farne un’eccezionale occasione per scoprire la Calabria nel segno dei suoi capolavori, noti in tutto il mondo”, ha raccontato ancora il direttore Malacrino.


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