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Pnrr, a Trapani tornerà a vivere il Castello della Colombaia

  • Con una storia lunga due millenni, il Castello della Colombaia torna a vivere grazie al Pnrr
  • Stanziati 27 milioni di euro destinati ad interventi di restauro e valorizzazione
  • Non mancano però le polemiche politiche

Il Castello della Colombaia di Trapani torna a vivere grazie ai fondi del Recovery Plan. Dopo un’attesa lunga decenni, il progetto di restauro è stato infatti inserito tra quelli finanziati dal Piano nazionale di Ripresa e Resilienza. Ma non senza polemiche.

La Colombaia: dalle guerre puniche al residence

Le prime costruzioni sull’isolotto trapanese risalgono al 260 a.C., quando Amilcare Barca ne fece uso durante la seconda guerra punica. Quando i romani lo conquistarono, però, la cosiddetta Torre Peliade venne abbandonata per una prima volta, trasformandosi in un nido per colombe. Gli unici ad usufruirne prima dell’arrivo degli arabi furono i devoti del culto della dea Venere Ericina, che consideravano le colombe loro animale sacro. Con i mori divenne un faro.

L’edificio che conosciamo oggi, però, è di origine aragonese, dunque medievale. I Borboni poi ne fecero una prigione dove tra 1821 e 1860 risiedettero patrioti risorgimentali come Michele Fardella. Nel 1965 fu inaugurato il nuovo carcere della città e fu nuovamente abbandonata. Ad oggi è stata restaurata solo la torre.

Nel 2009 il cosiddetto Castello di Mare viene inserito tra i “Luoghi del cuore degli italiani” dal FAI. A difendere il luogo c’è stata per quasi vent’anni l’associazione “Salviamo la Colombaia”, che ogni anno ha organizzato il “Colombaia Day” per organizzare eventi e visite guidate dedicati alla valorizzazione dell’edificio. Nel 2019 è stato indetto un bando di gara che, però, non vede nessun vincitore perché il gruppo siculo-spagnolo Seidita nel proprio progetto inserisce delle suite nella parte antica della Colombaia.

Il sindaco di Trapani: “Evoca una dimensione romantica

Oggi si parla di “Progetto integrato di restauro, fruizione e valorizzazione dell’immobile”. Come spiega il senatore M5S Vincenzo Santangelo, “Gli interventi, per un totale di 27 milioni di euro, riguarderanno il restauro e la valorizzazione della fortezza al fine di renderla fruibile alla cittadinanza e ai turisti”.

“Contentissimi della notizia – ha dichiarato il sindaco della città, Giacomo Tranchida – La Colombaia è il monumento simbolo della città di Trapani, evoca quasi una dimensione romantica grazie al ruolo dell’edificio, che è luogo di sosta per gli uccelli che migrano e fa diventare un tutt’uno il territorio da valle al monte del Mediterraneo. Si tratta di un posto che rimarrà nella disponibilità del patrimonio pubblico per il futuro. Avevamo già segnalato all’assessore Samonà in passato quando si era parlato di sbloccare dei fondi alla Regione a favore della Colombaia”.

E aggiunge: “Oggi gradiremmo come città poter condividere non solo la destinazione dell’edificio, ma anche alcuni cambiamenti. Vorremmo proporre la costruzione di un pontile mobile per l’accesso all’isolotto. Vorremmo inoltre trasformare l’edificio in un centro che possa essere luogo d’incontro tra popoli dal punto di vista culturale ma anche religioso, oltre che musealizzarlo”.

Le polemiche dopo il finanziamento

Come spesso avviene, però, la notizia è diventata motivo di scontro politico. Se da un lato Santangelo dichiara che il raggiungimento di questo obiettivo “non sarebbe stato possibile senza il grande lavoro di Giuseppe Conte e senza il MoVimento 5 Stelle al Governo”, subito arriva la risposta di Alberto Samonà, assessore regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana: “È bene ribadire, giusto per fugare ogni dubbio – dichiara – che il progetto di recupero del castello, per un importo di 27 milioni di euro, è stato presentato al Ministero della Cultura, su proposta mia, dal governo regionale, attraverso l’assessorato dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana e inserito nel Piano del Recovery grazie al lavoro svolto in questi mesi in sinergia con il sottosegretario Lucia Borgonzoni della Lega”. In merito alle questioni politiche il sindaco Tranchida si dissocia: “Non voglio entrare nel merito di queste discussioni. Penso che ognuno di noi debba semplicemente essere soddisfatto del traguardo raggiunto”.


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