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“Io amo il Sud. E il mio sogno ora è realtà”

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Chiara Basile Fasolo è una giovanissima attrice che, con la sua dolcezza,  è riuscita a farsi largo nel magico mondo del cinema. Debutta sulla scena a soli sette anni con “Il Piccolo Principe” per poi passare agli spettacoli di teatro e del piccolo schermo. Ha preso parte a fiction di successo come “Anna e i cinque II” , “Tredicesimo Apostolo” e “Un matrimonio”. Ora la vediamo nella fiction di  Canale 5 “Squadra Mobile” con  Giorgio Tirabassi, Daniele Liotti, Antonio Catania e tanti altri attori.

Chi è Chiara Basile Fasolo?

E’ una ragazza solare, amante del mondo, dei viaggi, delle lingue;  ama conoscere sempre persone nuove, anche se è molto legata alla sua famiglia. Mette passione in tutto quello che amo fare.

Da lunedì 20 aprile sei tra i protagonisti di “Squadra Mobile” in onda su Canale 5. Cosa e perché hai accettato di far parte di questo progetto?

La parte mi interessava molto, soprattutto dal punto di vista psicologico; il personaggio, infatti, ha dei cambiamenti forti e degli stati d’animo contrapposti.

Interpreti Daniela. Ci racconteresti meglio del tuo personaggio?

Daniela è una baby escort che viene arrestata e ha a che fare con la Squadra mobile, ma in fondo è una ragazza 17enne fragile e bisognosa di affetto.

Hai cominciato molto presto a entrare nel mondo dello spettacolo. La tua prima volta in scena è stato a soli 10 anni con “Il Piccolo Principe”. Cosa rappresenta per te questa favola e quali ricordi hai di quell’esperienza?

Ho dei ricordi bellissimi! E’ stata la prima esperienza teatrale importante. “Si vede bene che con il cuore, l’essenziale è invisibile agli occhi”, una frase importante che continuo a portare con me.

Perché hai scelto di fare l’attrice?

Perché mi sento uno, nessuno e centomila; fin da piccola mi divertivo a travestirmi e fare spettacoli per la famiglia. Facendo l’attrice posso esprimere molte delle caratteriste del mio carattere.

Hai preso parte a fiction come “Anna e i cinque” e “Il Tredicesimo Apostolo”. Quali erano i tuoi ruoli?

In “Anna e i cinque” ero Micol, una ragazza ricca e snob che vuole portare via il fidanzato alla figlia del protagonista. Ne “Il tredicesimo apostolo” interpretavo Laura, una ragazza di ottima famiglia che studiava in un prestigioso collegio dove avvenivano fatti paranormali e dove si crede sia lei una possibile assassina.

Sei stata scelta da Pupi Avati per il suo film tv “Un matrimonio”. Cosa pensi sia arrivato di Elvira, il tuo personaggio?

Elvira ha valori importanti quali la famiglia e la fede, è una ragazza che ha vissuto negli anni settanta e ottanta, dove sicuramente i valori erano più rispettati, quindi un modello di ragazza e donna d’altri tempi.

Cosa c’è di Elvira in te e cosa in te di lei?

Entrambe siamo di buona famiglia, abbiamo studiato e condividiamo dei valori importanti, come appunto la famiglia e l’amicizia. Lei però è timida e dedita totalmente alla famiglia. Io viaggio molto e coltivo tanti interessi invece.

Cosa significa per una giovane attrice come te essere diretta da un grande come Pupi Avati? Com’è il suo modo di lavorare con gli attori?

E’ stato sicuramente importante, è stata una grande esperienza essere diretta da un maestro del genere, sempre gentile, affettuoso e mi ha sempre cercato di indirizzare al meglio nelle scene che dovevamo interpretare. E’ un regista che ci tiene moltissimo agli attori.

Cosa diresti a tutti quei giovani che vorrebbero iniziare la carriera da attori?

Studiare, avere passioni, imparare le lingue e tanta forza di volontà e pazienza.

Quest’intervista verrà pubblicata nella testata giornalistica “Resto al Sud”. Qual è il tuo rapporto con queste terre?

Io amo il Sud!  I miei genitori, essendo medici,  hanno sempre lavorato molto e da piccola,  non andando all’asilo,  stavo con i miei nonni di Potenza; sono legatissima a loro! Sono cresciuta al Sud, mi sento parte di quelle terre. Non c’è estate che non vada almeno  due o tre volte all’anno al Sud.

Nuovi progetti?

Un film al cinema, per adesso ancora top secret.

Giulia Farneti

Giulia Farneti nasce a Cesena il 16 gennaio del 1989. Ha collaborato per due anni con il quotidiano Infooggi occupandosi di attualità e di criminalità organizzata, aprendo anche la rubrica settimanale “Così è (se gli pare)” di cui era anche responsabile con Alessandro Bertolucci. Per quasi altri due anni, ha scritto per il quotidiano La Nostra Voce occupandosi di cinema, teatro e televisione, le sue grandi passioni. Ha sviluppato una vera e propria coscienza antimafia, riuscendo a far approvare nella sua provincia quattro conferenze per sensibilizzare la cittadinanza alla cultura della legalità. mail: [email protected]

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