La nuova capitale della moda si trova in Puglia

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Passerella

“Cinque fiori”, come cinque sensi. Li ha solleticati tutti, in una serata di anticipo d’estate, Giacomo Giovinazzo, per il “Kenzo Party on the beach”.

Un cognome da toponomastica inequivocabile, il suo. Bari dista una decina di km e l’opificio della creatività di Giacomo e sua moglie Lonia si trova ad Adelfia, a ridosso dei primi pendii delle murge centrali. E mai come l’altra sera si è avuta conferma che per la moda di tendenza e la creatività più eccentrica la geografia è un’opinione. Ben altri sono i punti cardinali e la direzione da intraprendere è figlia della passione smisurata per il bello e di quei miracoli, al limite del paradosso, propri di tante storie del Sud.

Ed ecco Adelfia per una sera diventare Parigi nel sogno metafisico di un ex elettrotecnico che ha fatto della ricerca nella moda, emergente e non, qualcosa di più di una fiorente attività imprenditoriale: un movimento d’opinione intorno allo “stile giusto”.

Non si stanca mai di ripeterlo, cercando conferme per persuadere l’interlocutore dubbioso, sfogliando e mostrando riviste di fashion, cataloghi e immagini digitali. Lui dal ’91 non vende vestiti, lui professa look quasi fossero un credo, anticipando firme, tagli, tessuti e colori prima ancora che vengano celebrati sulle passerelle dei più importanti eventi del fashion mondiale. Giacomo fiuta stilisti e li propone quando stanno per spiccare il volo e qualche anno dopo li ritrovi fra i must della moda internazionale.

“Una selezione di nomi, quella dello store I cinque fiori, che fa impallidire le cattedrali dello shopping milanese”, ha scritto Grazia, un paio di mesi fa.

“Kenzo Paris”, si legge in alto, una volta varcato il cancello, sull’insegna in legno che accoglie gli ottocento invitati al party on the beach dedicata alla maison parigina. L’ha fondata nel 1970 a Parigi il giapponese Kenzo Takada, che ha lasciato la scena nel 1999. Il marchio ha continuato ad essere una firma importante ed è stato rilanciato con spirito giovanile, divertente e un po’ impertinente, nel luglio di due anni fa, dai nuovi direttori creativi Humberto Leon e Carol Lim.

È “ricominciata” così una nuova storia di grande successo per Kenzo e Giacomo Giovinazzo, per tributarlo, ha trasformato il parcheggio d’asfalto del suo spazio “Cinque Fiori” in una spiaggia, mettendoci la sabbia, il prato all’inglese, palme, cabine e sdraio coloratissime in legno e al centro una grande passerella per la sfilata della collezione primavera estate della griffe.

Per strada, proprio di rimpetto al suo negozio – un open space di 500 mq che è anche una galleria di mobili decò e di modernariato – i writers davano vita ad una performance live di street art, graffitando saracinesche vere, montate ad hoc su pannelli, quasi a circoscrivere lo spazio di un evento tout court, e ad accogliere gli invitati, tutti “acconcertati” con lo stile giusto. Intorno la periferia anonima di un paesino di 17mila abitanti dedito per lo più all’agricoltura, tanta campagna, un cavalcavia e svincoli stradali che si intrecciano in un anonima scenografia suburbana.

Era già successo prima che Giacomo sognasse e che i suoi sogni si materializzassero in altre serate-eventi di grande tendenza. Lo scorso dicembre, sempre in quel parcheggio, aveva fatto montare un autentico tendone da circo, al cui interno, alla fine della sfilata di Leitmotiv, il marchio degli stilisti Fabio Sasso e Juan Caro, la Puglia celebrava il meglio della propria produzione enogastronomia ed artigianale: dal primitivo alle mozzarelle, alle burrate ai taralli, servite nella splendide ceramiche di Grottaglie di Nicola Fasano.

Non un particolare fuori posto, tutto all’insegna del gusto più raffinato. E prima ancora era toccato ad un altro brand emergente: MSGN, all’inizio della scorsa estate. Quello spazio trasformato in un paese dei balocchi di collodiana memoria, vestiti al posto dei giocattoli e leccornie colorate d’ogni genere, dalle mele caramellate ai gelatini, dallo zucchero filato ai panzerotti fritti al momento da una squadra di signore baresi, per restare fedeli ai tanti colori delle creazioni di Massimo Giorgetti.

“Gli eventi de I Cinque Fiori sono un modo per tributare e onorare i colori di questa splendida terra”, dice lui, “il sogno è qui, queste feste della moda servono a ricordarlo e soprattutto a farlo vivere per qualche giorno agli stilisti ed ai loro staff, oltre che ai rappresentanti dei media che li seguono”. Che dire. Un modo efficacissimo per fare marketing territoriale.

L’altra sera per Kenzo c’era un ricchissimo parterre di giornalisti del fashion, fra cui Anna dello Russo, direttore di Vogue Japan, pugliese di Bari. E poi testate come Elle, Grazia, Marie Claire.

“Il loro stupore, nell’impatto con le bellezze ambientali, naturali ed architettoniche della Puglia, ma anche con i nostri prodotti tipici e la nostra straordinaria capacità di accogliere – conclude Giacomo Giovinazzo – è la conferma che non dobbiamo inventarci nulla, se non esaltare quanto abbiamo. Qui si può restare per far bene, anche fra tante difficoltà. Basta crederci”.

Chicca Maralfa

Chicca Maralfa è nata a Bari nel 1965. Giornalista professionista, cura l’ufficio stampa della Camera di Commercio di Bari e dell’Unioncamere Puglia. È caporedattore del trimestrale Bari Economia & Cultura della Camera di Commercio di Bari. Appassionata di rock indipendente, musica d’autore e di fotografia, nella sua precedente vita è stata critico musicale della Gazzetta del Mezzogiorno e ha collaborato con periodici come Ciao 2001 e Music. Ha lavorato in televisione (Antenna Sud e Rete 4). Nel 2006 ha ideato e promosso il concorso internazionale di fotografia Bariphotocamera, oltre 150 partecipanti, vinto ex aequo da Mario Cresci e Francesco Cito.

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