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L’università della #Calabria e l’accordo internazionale sull’#innovazione

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Importante accordo fra l’Università della CalabriaInnoventually, nuova piattaforma italiana di Open Innovation. Questa nuova intesa, che è stata sottoscritta di recente nel corso di un seminario, servirà a valorizzare la ricerca potenziandone le ricadute attraverso la condivisione di know how, nell’ottica di una proficua relazione fatta di interazione e scambio. Ha presenziato l’incontro Luca Escoffier, CEO di Innoventually – Adjunct Researcher della Waseda University, Tokyo.

Si è trattato di un’occasione – affermano dall’Unical – per entrare a pieno titolo nel mondo dell’Open Innovation, a livello nazionale e internazionale, e garantire così a ricercatorispin-off e startup innovative dell’Università della Calabria le opportunità offerte dalla piattaforma Innoventually, strumento che mette in connessione i solvers registrati al fine di trovare soluzioni innovative rispetto a esigenze specifiche. Questo perché, come ormai sempre più acclarato, le imprese difficilmente riescono a sopperire autonomamente a tutte le esigenze conoscitive e, considerato l’ampio spettro di competenze richieste dal mercato, appare indispensabile attingere all’esterno. In tale contesto l’Open Innovation rappresenta un nuovo modo di gestire i risultati della ricerca e la proprietà intellettuale fondato proprio sulla condivisione. Consapevole di ciò, l’Università della Calabria, sempre in prima linea circa le innovazioni fautrici del cambiamento inteso come sviluppo, firmerà appunto una convenzione con Innoventually per assicurare grandi opportunità alle realtà che ad essa fanno riferimento divenendo, altresì, un solver della piattaforma di Open Innovation”.

Vantaggi, obiettivi e temi legati all’iniziativa sono stati affrontati durante il seminario dal titolo “L’Università della Calabria apre all’Open Innovation” tenutosi  nella Sala Stampa (Centro Congressi – Aula Magna) dell’Università della Calabria.

L’idea centrale dietro la Open Innovation – hanno spiegato i promotori – è che, in un mondo di conoscenze ampiamente distribuite, le imprese (in particolare le medie e grandi imprese) non possono permettersi di puntare esclusivamente sulla propria capacità di ricerca, ma possono beneficiare grandemente dall’apporto di elementi di innovazione (know-how, brevetti) da parte di altre aziende, università e centri di ricerca. Nell’altro verso, un’impresa dovrebbe condividere con operatori esterni le invenzioni che non utilizza direttamente per la propria attività imprenditoriale (ad esempio attraverso licenze, joint venture o spin-off). Il paradigma dell’Open Innovation tende dunque a generare un cambiamento nel modo di gestire e valorizzare i risultati della ricerca e la proprietà intellettuale e rappresenta un nuovo approccio fra mondo della ricerca e mondo delle imprese. Oltre ai casi più noti (ad esempio, l’esperienza della multinazionale Electrolux) sono ormai molte le esperienze di successo mentre si rafforzano i canali e gli strumenti che favoriscono la diffusione del paradigma OI”.

Nel seminario, Luca Escoffier (CEO @ Innoventually – Adjunct Researcher @ Waseda University, Tokyo) ha affrontato il tema dell’Open Innovation con particolare attenzione alle opportunità sul territorio italiano. Successivamente, ha introdotto i risultati di una ricerca appena conclusa a Tokyo presso l’EU-Japan Centre for Industrial Cooperation sul tema “Japan’s Technology Transfer System: Challenges and Opportunities for European SMEs” toccando, fra i vari temi, le opportunità e problematiche legate alla possibilità di licenziare o acquisire tecnologie sviluppate da enti di ricerca o università giapponesi da parte di PMI europee.

Il seminario si è concluso,poi, con la presentazione dei servizi offerti da Innoventually, recente piattaforma italiana di open innovation, lasciando anche spazio a eventuali approfondimenti richiesti dal pubblico.

Roberto Zarriello

Laureato in Scienze Politiche all’Università degli Studi di Bari, è giornalista, saggista e docente di Comunicazione digitale e Social Media all’Università Telematica “Pegaso”, e in vari master universitari. Ha collaborato con le Cattedre di Organizzazione e Comunicazione degli Uffici Stampa - URP e di Pianificazione Media e Comunicazione dello Sport della Facoltà di Scienze della Comunicazione all’Università “La Sapienza” di Roma. Scrive di comunicazione, internet e nuove tecnologie per l'Huffington Post, coordina l'area glocal news di Tiscali.it e cura sul portale un focus dal titolo ”Innovare l'informazione nell'era dei social media”. Collabora dal 2003 con il gruppo Espresso, con cui ha creato il progetto Città 2.0 su Repubblica.it. È fondatore e direttore responsabile del magazine di cultura e innovazione RestoalSud.it e dirige la RestoalSud Academy. Ha pubblicato il volume Penne Digitali 2.0 - Fare informazione online nell’era dei blog e del giornalismo diffuso, edito dal Centro di Documentazione Giornalistica, e Social Media Marketing - Strumenti per i nuovi Comunicatori Digitali, edito da Franco Angeli. In passato coordinatore della Commissione "Didattica della Comunicazione Didattica" dell'USR Molise e ha ricevuto nel 2015 il Premio Giornalistico Nazionale “Maria Grazia Cutuli” per la categoria “web, editoria digitale”.

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