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Imprenditoria femminile, guida ai finanziamenti per le donne che vogliono fare impresa
17 Mag 2021 09:21

  • Legge di Bilancio 2021 introduce nuove misure di sostegno, come il Fondo imprenditoria Femminile
  • Rifinanziate anche alcune misure già esistenti come “Donne in campo”
  • Sono diverse oggi le opportunità che si presentano alle donne che vogliono fare impresa

L’imprenditoria femminile è quella che più di tutte ha risentito in questi mesi degli effetti del Covid-19 sull’economia. Infatti, nonostante negli ultimi anni le imprese in rosa siano cresciute ad un ritmo molto intenso, la crisi innescata dal coronavirus ha bloccato la nascita di nuove aziende guidate dalle donne.

È quanto emerge dal Rapporto nazionale Impresa in genere di Unioncamere.

Le imprese al femminile hanno quindi bisogno di maggior supporto economico e finanziario per il rilancio delle loro attività. Per questo motivo la Legge di Bilancio 2021 introduce nuove misure di sostegno, come il Fondo imprenditoria Femminile, e pone particolare attenzione al problema rifinanziando alcune misure già esistenti, come Donne in Campo. Sono diverse oggi le opportunità che si presentano alle donne che vogliono fare impresa o che desiderano far crescere il proprio progetto di business: finanziamenti a fondo perduto, mutui a tasso zero, prestiti agevolati.

Cerchiamo di sapere di più delle misure economiche e normative messe in campo a sostegno delle imprese femminili con una piccola guida ai principali strumenti e finanziamenti per l’imprenditoria femminile.

Cos’è e come funziona il Fondo Imprenditoria Femminile

Il Fondo a sostegno dell’impresa femminile è il fondo d’investimento destinato alle imprese femminili, istituito dal Governo presso il Ministero dello Sviluppo Economico. Il nuovo strumento è stato introdotto con la Legge di Bilancio 2021 con una dotazione finanziaria di 20 milioni di euro l’anno per il 2021 e il 2022.

L’obiettivo è quello di fornire agevolazioni per l’imprenditoria femminile grazie ad un insieme di strumenti – soprattutto con finanziamenti a fondo perduto e prestiti agevolati o a tasso zero – che favoriscano la nascita di nuove imprese, attraverso l’assistenza alle attività imprenditoriali, e il rafforzamento della struttura finanziaria e patrimoniale delle aziende, con una particolare attenzione alle startup femminili ad alto contenuto tecnologico.

Tipologia di interventi

Il Fondo imprenditoria Femminile prevede diverse tipologie di intervento a favore delle imprese:

  • finanziamenti a fondo perduto per l’imprenditoria femminile, con un’attenzione particolare alle imprese individuali e alle attività libero-professionali specialmente a quelle avviate da donne disoccupate di qualsiasi età,
  • finanziamenti a tasso zero, finanziamenti agevolati, combinazioni di contributi a fondo perduto e finanziamenti per avviare e sostenere le imprese femminili,
  • contributi a fondo perduto per l’integrazione del fabbisogno di circolante nella misura massima dell’80% della media degli ultimi tre esercizi, come incentivo per rafforzare le imprese femminili costituite da almeno 3 anni,
  • percorsi di assistenza tecnico-gestionale per attività di marketing e di comunicazione durante tutto il periodo di realizzazione degli investimenti o di compimento del programma di spesa,
  • investimenti nel capitale, anche tramite la sottoscrizione di strumenti finanziari partecipativi, a beneficio esclusivo delle imprese a guida femminile tra le start-up innovative e delle piccole e medie imprese innovative nei settori individuati in coerenza con gli indirizzi strategici nazionali,
  • azioni di comunicazione per la promozione del sistema imprenditoriale femminile italiano e degli interventi finanziati attraverso il Fondo imprenditoria femminile.

Promozione e formazione

Il Fondo non prevede dunque solo agevolazioni per l’imprenditoria femminile ma sostiene anche quelle iniziative che favoriscono la diffusione dei valori dell’imprenditorialità femminile grazie a programmi di formazione nelle scuole e nelle università sul ruolo delle donne nelle imprese, sensibilizzazione verso professioni tipiche dell’economia digitale e iniziative di orientamento e formazione verso percorsi di studio nelle discipline scientifiche, tecnologiche, ingegneristiche e matematiche.

Venture Capital

Le legge di Bilancio (comma 107) sostiene i progetti di imprenditoria femminile ad elevata innovazione e ad alto contenuto di innovazione tecnologica assegnando 3 milioni di risorse aggiuntive per l’anno in corso al Fondo di sostegno al Venture capital.

Sono risorse finalizzate a sostenere investimenti nel capitale di rischio per progetti innovativi realizzati in Italia da società il cui capitale è detenuto in maggioranza da donne.

Il bando Donne in campo per l’imprenditoria femminile in agricoltura

Un’altra interessante opportunità è quella di Donne in Campo, il regime in favore dell’imprenditoria femminile in agricoltura istituito dal Ministero delle Politiche Agricole alimentari e forestali con decreto 9 luglio 2020 e pubblicato in Gazzetta Ufficiale ad agosto dello stesso anno.

La Manovra 2021 ha rifinanziato l’iniziativa con 15 milioni di euro.

La misura a sostegno delle imprenditrici agricole gestita da ISMEA prevede la concessione di mutui a tasso zero fino a 300mila euro.

I requisiti

Possono beneficiare delle agevolazioni di Donne in Campo le micro, piccole e medie imprese in qualsiasi forma costituite che presentino progetti per lo sviluppo o il consolidamento di aziende agricole attraverso investimenti nel settore agricolo e nella trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli.

Alla data di presentazione della domanda, le imprese devono:

  • essere regolarmente costituite ed iscritte nel registro delle imprese,
  • esercitare esclusivamente l’attività agricola ai sensi dell’art. 2135 del codice civile,
  • essere amministrate e condotte da una donna che sia in possesso della qualifica di imprenditore agricolo o di coltivatore diretto o, nel caso di società, essere composte, per oltre la metà dei soci e delle quote di partecipazione, ed amministrate, da donne in possesso della qualifica di imprenditore agricolo o di coltivatore diretto come risultante dall’iscrizione nella gestione previdenziale agricola,
  • avere sede operativa in Italia,
  • essere nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non essere in liquidazione volontaria e non essere sottoposte a procedure concorsuali,
  • non rientrare tra le imprese che hanno ricevuto e, successivamente, non rimborsato o depositato in un conto bloccato, gli aiuti individuati quali illegali o incompatibili dalla Commissione europea,
  • non rientrare tra le imprese in difficoltà.

Agevolazioni concesse

Grazie a Donne in Campo le imprese agricole possono ottenere la concessione di mutui agevolati, a tasso zero, della durata minima di 5 anni e massima di 15 (compreso il periodo di preammortamento) per un importo non superiore a 300mila euro e non oltre il 95% delle spese ammissibili.

L’impresa beneficiaria deve garantire la copertura finanziaria del programma di investimento, apportando un contributo finanziario, attraverso risorse proprie o mediante un ulteriore finanziamento esterno, pari almeno al 20% delle spese ammissibili complessive.

Il mutuo agevolato deve essere assistito da garanzie per l’intero importo concesso, maggiorato del 20% per accessori e per il rimborso delle spese, acquisibili nell’ambito degli investimenti da realizzare attraverso ipoteca di primo grado acquisibile sui beni oggetto di finanziamento oppure su altri beni del soggetto beneficiario o di terzi o (in alternativa o in aggiunta all’ipoteca) ricorrendo a una fideiussione bancaria o assicurativa fino al raggiungimento di un valore delle garanzie prestate pari al 120% del mutuo agevolato concesso.

I soggetti beneficiari si obbligano a stipulare idonee polizze assicurative sui beni oggetto di finanziamento, secondo le modalità ed i termini stabiliti nel contratto di mutuo agevolato.

Quali progetti possono essere finanziati

Per accedere ai finanziamenti agevolati i progetti presentati dalle aziende devono perseguire almeno uno dei seguenti obiettivi:

  • il miglioramento del rendimento e della sostenibilità globale dell’azienda agricola mediante una riduzione dei costi di produzione o il potenziamento e la riconversione della produzione e delle attività agricole connesse,
  • il miglioramento delle condizioni agronomiche e ambientali, di igiene e benessere degli animali, purchè non si tratti di investimenti realizzati per conformarsi alle norme già previste dall’Unione europea,
  • la realizzazione e il potenziamento delle infrastrutture connesse allo sviluppo, all’adeguamento ed alla modernizzazione dell’agricoltura.

I progetti, per ottenere le agevolazioni previste da Donne in Campo, non possono essere avviati prima della presentazione della domanda e devono concludersi entro 24 mesi dalla data di ammissione alle agevolazioni.

Spese ammissibili

Per la realizzazione del progetto sono ammissibili spese per diversi tipi di attività e acquisti. Sono ammesse infatti spese per la realizzazione di analisi di mercato e studi di fattibilità, relative a opere agronomiche, alle opere edilizie e agli oneri per il rilascio delle relative concessioni, per l’acquisto di macchinari, attrezzature e la realizzazione di impianti, per l’acquisto di terreni o di beni pluriennali ed anche per la formazione specialistica dei soci e dei dipendenti coinvolti nella realizzazione del progetto.

Come richiedere il mutuo agevolato a tasso zero

Le domande di ammissione alle agevolazioni possono essere presentate esclusivamente attraverso il portale dedicato.

Il programma Smart and Start

Nato nel 2014, Smart&Strart Italia è la misura del Ministero dello Sviluppo economico che sostiene le startup innovative, ad alto contenuto tecnologico o che sviluppino prodotti, servizi o soluzioni nel campo dell’economia digitale, dell’intelligenza artificiale, della blockchain e dell’IoT. Smart&Start finanzia i piani di impresa con importi compresi tra i 100mila e 1,5milioni di euro. La misura agevolativa pone una particolare attenzione alle imprese costituite interamente da donne e giovani under 35.

Smart&Start infatti prevede prestiti agevolati a tasso zero fino al 90% dell’importo finanziabile per le startup femminili, mentre per le altre imprese l’importo è pari all’80%.

Il finanziamento ha una durata massima di 10 anni e per le startup con sede in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna è prevista una ulteriore agevolazione: il prestito è in parte a fondo perduto, deve essere restituito nella misura del 70% dell’importo di finanziamento agevolato concesso per le spese del piano di impresa.

Oltre al finanziamento agevolato può essere richiesto un servizio di tutoraggio tecnico-gestionale. A questa seconda misura possono accedere solo le startup costituite da non più di 1 anno.

L’accesso al credito per le imprese femminili del Fondo di garanzia PMI

Per favorire l’accesso al credito alle imprese femminili dal 2013 è stata costituita la Sezione speciale “Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le pari opportunità” del Fondo centrale di garanzia per le PMI, uno strumento di incentivazione dell’imprenditoria femminile mediante la concessione di una garanzia pubblica.

L’impresa che si rivolge alla Sezione speciale non ottiene un contributo economico ma ha la possibilità di ottenere finanziamenti senza garanzie aggiuntive sugli importi garantiti dal Fondo stesso.

La dotazione complessiva della Sezione è pari a 38 milioni di euro e copre la concessione di agevolazioni nella forma di Garanzia diretta, di Cogaranzia e di Controgaranzia, a copertura di operazioni finanziarie finalizzate all’attività di impresa o alla professione poste in essere da imprese femminili e da libere professioniste.

Chi può beneficiare del Fondo di Garanzia

Possono chiedere l’accesso al fondo di Garanzia, le PMI di qualsiasi settore merceologico – ad eccezione dell’industria automobilistica, della costruzione navale, delle fibre sintetiche, dell’industria carboniera, della siderurgia e delle attività finanziarie – che rispettino la definizione di impresa femminile, cioè:

  • le società cooperative e società di persone costituite per almeno il 60% da donne,
  • le società di capitali le cui quote di partecipazione siano detenute per almeno i due terzi da donne e i cui organi di amministrazione siano costituiti per almeno i due terzi da donne,
  • le imprese individuali gestite da donne.

Non sono previsti limiti di età.

La legge 215/92 “Azioni positive per l’imprenditoria femminile”

L’intervento a favore dell’imprenditoria femminile ai sensi della legge 25 febbraio 1992 n. 215 (incentivi per l’imprenditorialità femminile) è stato abrogato dal dl 83/2012. L’ultimo bando è stato emanato nel 2005. Sono state create nuove misure a favore delle imprese femminili.

Nuove imprese femminili a tasso zero

Nuove imprese a tasso zero è una delle misure che sostituisce quelle previste dalla legge 215/92. Entrata in vigore con il dl 185/2000 e modificata dal decreto interministeriale di Mise e Mef nel 2021, la misura ha l’obiettivo di sostenere su tutto il territorio nazionale, la creazione e lo sviluppo di micro e piccole imprese a totale o prevalente partecipazione giovanile o femminile. Si basa su una procedura valutativa a sportello.

Le agevolazioni previste

Per le imprese ammesse alle agevolazioni sono previste forme di finanziamento agevolato, a tasso zero, della durata massima di 10 anni, e di contributo a fondo perduto, per un importo complessivamente non superiore al 90% della spesa ammissibile.

Per le aziende costituite da meno di 3 anni, il contributo a fondo perduto è riconosciuto, nei limiti delle risorse finanziarie disponibili, in misura pari al 20% delle spese relative a macchinari, impianti ed attrezzature, programmi informatici e servizi per le tecnologie dell’informazione e della comunicazione, brevetti e licenze d’uso.

Per quelle costituite da non più di 5 anni, il contributo a fondo perduto è riconosciuto, invece, in misura pari al 15% delle spese.

In caso di esaurimento delle risorse finanziarie destinate al contributo a fondo perduto, le agevolazioni sono concesse nella sola forma di finanziamento agevolato.

Per le imprese di più recente costituzione sono offerti anche servizi di tutoraggio.

Chi può richiedere le agevolazioni

Possono accedere alle agevolazioni previste dalla misura le micro e piccole imprese in cui la compagine societaria sia composta per più della metà dei soci e delle quote di partecipazione da giovani tra i 18 e i 35 anni o da donne. Possono richiedere l’accesso ai contributi anche le persone fisiche che intendono costituire una nuova impresa.

Settori ammessi

Sono ammissibili le iniziative promosse nel settore:

  • della produzione di beni nei settori dell’industria, dell’artigianato e della trasformazione di prodotti agricoli,
  • della fornitura di servizi alle imprese e alle persone,
  • del commercio di beni e servizi,
  • turistico, incluse le attività per la valorizzazione e la fruizione del patrimonio culturale, ambientale e paesaggistico e le attività per il miglioramento dei servizi per la ricettività e l’accoglienza.

I programmi di investimento proposti dalle imprese costituite da meno di 3 anni possono prevedere spese ammissibili non superiori a 1,5 milioni di euro, inclusa la copertura delle esigenze di capitale circolante, nel limite del 20% delle spese di investimento.

Per le imprese costituite da più di 3 anni e da non più di 5, l’importo delle spese ammissibili non può essere superiore a 3 milioni di euro.

I programmi dovranno essere realizzati entro 24 mesi dalla data di stipula del contratto di finanziamento.

Come presentare le domande

La domande possono essere presentate esclusivamente online attraverso la piattaforma informatica di Invitalia dal 19 maggio 2021.


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