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Basta con le letture su Napoli e il Sud come capitali della contraffazione

“La fabbrica fantasma” è il film verità, l’ultimo in ordine di tempo, di Mimmo Calopresti, un regista che da anni con costanza, passione, competenza e capacità di guardare oltre il presente contingente, prova a offrirci una lettura non convenzionale del Paese reale.

Lo abbiamo presentato al Gambrinus. In una sala bellissima, zeppa di gente, con un grande schermo che faceva sembrare quel luogo un cinema di altri tempi. L’argomento del docufilm non è semplice da trattare. Non è semplice raccontare la contraffazione, il contrabbando, gli affari miliardari della mafia globale che ingrassa uccidendo fabbriche, decapitando settori economici vitali e migliaia di posti di lavoro. E non lo è ancor di più in Italia, dove la contraffazione per ragioni culturali e per la scarsa capacità anche dei media nell’analizzarlo e raccontarlo, è un fenomeno criminale che viene percepito come marginale. Un reato a percezione debole.

Ho partecipato a questo progetto di Calopresti e della FNSI (referente è Paolo Butturini per il progetto “a mani disarmata”) grazie a Sky che è media partner fondamentale. E l’ho fatto dopo aver a lungo discusso col regista e con Paolo Butturini. Non ne potevo più di quelle letture stupide su Napoli e il Sud capitale della contraffazione. Avevo la nausea di quella lettura criminale monotematica di una realtà che è la prima vittima della contraffazione e delle mafie in genere.

In questo ho trovato Mimmo Calopresti non solo sulla stessa lunghezza d’onda ma anche capace di una lettura ancora più lungimirante. Oggi siamo amici, ma l’amicizia professionale è sbocciata su questo progetto che trovo di grande energia positiva e propositiva. In 50 minuti Calopresti, partendo da una bambolina ci immerge nel fenomeno dei trafficanti di carne umana, ci trascina nel mondo criminale globale della contraffazione e smonta pezzo a pezzo le peggiori sciocchezze e i più nefandi luoghi comuni che vogliono Napoli capitale di qualunque cosa criminale.

Calopresti mi ha convinto perché con grande onestà intellettuale e con le sue indiscutibili qualità professionali, mi ha fatto misurare ancora una volta la distanza che c’è tra chi ama Napoli e chi proclama di amare il Sud. Alla presentazione c’erano, oltre al regista Mimmo Calopresti e Paolo Butturini, anche il procuratore Giovanni Conzo, il presidente di Mercatino Sebastiano Marinaccio e l’aiuto regista Daniela Riccardi. Assai graditi il saluto del sindaco di Napoli Luigi De Magistris e la partecipazione di Gino Sorbillo che ci ha spiegato come la contraffazione è devastante anche per il settore agroalimentare. ‪#‎mimmocalopresti‬


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