“Ho fatto tredici ma non mi pagano…”. Il Coni: “falso”

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“Non esiste alcuna sentenza del Tribunale di Taranto, della Corte di Cassazione o di qualsiasi altro Giudice che abbia accertato il preteso diritto del sig. Scialpi al pagamento di una vincita al Totocalcio. Al contrario, il sig. Scialpi è sempre uscito soccombente da tutti i giudizi intentati al Coni negli ultimi 32 anni”.

È quanto dice, in una nota, il Coni a proposito delle pretese di Martino Scialpi, un commerciante di Taranto, il quale da oltre tre decenni sostiene di aver realizzato nel 1981 un tredici miliardario al Totocalcio rimasto senza pagamento. L’uomo ha riproposto in questi giorni la sua tesi ed ha annunciato per oggi una conferenza stampa a Roma.

“Pretese identiche a quelle vantate ancora oggi – sostiene il Coni – sono state respinte con sentenze del Tribunale di Roma del 1983 e della Corte d’appello di Roma del 1985, passata in giudicato. Avverso tale ultima pronuncia il sig. Scialpi ha proposto ben tre domande di revocazione, tutte respinte dalla Corte d’appello di Roma con sentenze confermate dalla Corte di Cassazione (da ultimo nel gennaio 2012)”.

“L’atto di precetto notificato al Coni pochi giorni fa è radicalmente nullo – si legge ancora nella nota – poiché basato, come ben sanno il sig. Scialpi e il suo legale, su un’errata ordinanza del Tribunale di Roma del 9 febbraio 2012, prontamente revocata il 14 marzo successivo dallo stesso Tribunale, che ha respinto anche un’ulteriore istanza del sig. Scialpi con ordinanza del 2 novembre 2012, ribadendo che ogni possibile domanda di quest’ultimo è ormai coperta da giudicato favorevole al Coni”.

“Il Coni – conclude la nota – continuerà a tutelare il denaro pubblico che gestisce dai tentativi di aggressione del sig. Scialpi e riserva ogni iniziativa in relazione alle offensive e calunniose dichiarazioni dello stesso e del suo avvocato”.

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