Il ragazzo che voleva tornare al Sud. Morto per difendere il suo amore

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Domenico LoRusso

Non lo so se Mimmo Lorusso aveva mai pensato di tornare in Basilicata. Qualche tempo fa un vecchio amico, a Crotone, mi parlò di una strana emigrazione di ritorno che poteva ridare speranze al Sud: «Non c’è più lavoro neanche al Nord, i nostri giovani stanno tornando».

Lo liquidai con un sorriso. Non mi andava di essere scortese, ma quel discorso non mi aveva convinto per niente. Ed è strano come quella storia mi sia tornata in mente appena ho saputo della morte di Mimmo, ingegnere del Sud ammazzato su una pista ciclabile in Germania. Forse perché volevo convincermi che sarebbe andata diversamente, se fosse tornato. Oppure perché ho annusato la brutalità di una morte per una coltellata nel cuore.

Una brutalità che si amplifica fino all’eccesso se accade a duemila chilometri da casa tua, lontanissimo dalla tua famiglia, dal tuo quartiere.

Mimmo era di Potenza, entroterra di un Sud difficile che fa i conti ogni giorno coi disagi tipici della periferia. Era figlio di un Meridione che espelle ogni anno le menti più lucide e le braccia più forti.

I lucani, come i campani e i calabresi, sono un po’ ovunque, in giro per il mondo: Belgio, Germania, Inghilterra, Francia, ma anche Australia e Sudamerica. Chef, pizzaioli, camerieri, manovali, ma anche ingegneri, medici, ricercatori. L’emigrazione che saccheggia il Mezzogiorno non è classista. Si emigra per necessità, a tutti i livelli.

Penso a Mimmo e mi sembra quasi di vederlo, mentre fa inversione sulla pista ciclabile. Inconsapevole, va incontro alla morte, con in tasca un biglietto aereo per la Basilicata. Una coltellata in pieno petto.

Finale, improvvisa. Gli dà solo il tempo di fissare per l’ultima volta Gilda, la donna della sua vita. Voleva difenderla da uno sputo, voleva semplicemente chiedere perché. Un gesto di tenerezza e protezione, come sanno fare solo gli uomini che amano le donne.

Ora ripenso a Potenza, al Sud, alla storia dell’emigrazione di ritorno alla quale non volli credere. E di fantasia potrei arrivare chissà dove. Ma so che non avrebbe senso.

Foto: Giornalettismo.com

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