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In Italia c’è troppa gente che non ama il carcere duro per i boss

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La Corte di Giustizia di Strasburgo sta valutando (minchia!!, esclamerebbero a Palermo) se lo Stato italiano ha violato i diritti fondamentali di Bernardo Provenzano costringendolo al 41 bis (articolo del regolamento di polizia penitenziaria) fino alla morte per cancro.

Poverino, il capo mafioso che ha ucciso e fatto uccidere centinaia di persone potrebbe aver subito un trattamento disumano e degradante in carcere. Lo Stato italiano potrebbe aver leso la dignità del boss che è morto di cancro a 83 anni, 40 dei quali latitante.

Siamo a questo in Italia, peraltro nei giorni in cui piangiamo 23 morti in Puglia, gente innocente assassinata da burocrazia malata e politica corrotta. In Italia la morte di questo mafioso (io chiedo scusa ai buoni cristiani, ma sono felice che sia morto come è morto Provenzano) ha dato fiato ancora una volta ad una sparuta canea di presunti intellettuali, ex magistrati diventati politici falliti e giornalisti garantisti stipendiati per fare i bastian contrari a gettone che si sono tuffati come mosche sulla merda non per difendere la dignità di Provenzano (manca il quid, Provenzano è sempre stato un essere indegno) ma per provare a mettere in discussione il 41 bis.

In Italia c’è ancora troppa gente che non ama il carcere duro per i boss.

Paolo Chiariello

Sono Paolo Chiariello, ho 40 anni, faccio il giornalista a Sky tg24 dopo aver lavorato a Panorama, in Rai, al Roma e in altri giornali. Sono nato a Sant'Antimo, in provincia di Napoli, dove ancora ho parenti e amici ma dove manco da 20 anni. Il mio sogno è restare al Sud e smetterla di parlare e scrivere di Nord e Sud ma di Italia, del Belpaese che i nonni ci hanno consegnato e che noi abbiamo stuprato, devastato, inquinato e svenduto.

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