Il Comune di Lamezia Terme é stato sciolto dal Consiglio dei ministri per infiltrazioni mafiose. Analoghi provvedimenti, con la stessa motivazione, sono stati adottati dall’esecutivo per altri quattro Comuni calabresi: Cassano allo Jonio, Isola Capo Rizzuto, Marina di Gioiosa Jonica e Petronà.

Lamezia Terme, con i suoi oltre 70 mila abitanti, é la terza città della Calabria per popolazione dopo Reggio Calabria e Catanzaro. Per il Comune di Lamezia quello di oggi é il terzo scioglimento per infiltrazioni mafiose nella sua storia. Gli altri erano avvenuti nel 1991 e nel 2003.

A far nascere i sospetti sulle presunte infiltrazioni della cosche locali, è stata l’operazione “Crisalide” contro le famiglie Cerra-Torcasio-Gualtieri. Dopo la retata ordinata dalla procura antimafia di Catanzaro il prefetto Luisa Latella ha inviato la commissione d’accesso per verificare il tasso d’inquinamento mafioso della amministrazione guidata da Mascaro. Altre ombre sul comune lametino si erano registrate durante l’ultima campagna elettorale.

Solo qualche giorno fa il sindaco di Lamezia Terme, Paolo Mascaro, aveva iniziato stamattina lo sciopero della fame per chiedere di essere ascoltato “a chiarimento su qualsivoglia atto, provvedimento o comportamento che possa aver destato dubbi su possibili infiltrazioni o condizionamenti da parte della criminalità organizzata”. La decisione del Consiglio dei Ministri era infatti nell’aria: nei giorni scorsi la Commissione antimafia ha concluso i lavori proponendo lo scioglimento del Comune per condizionamenti della criminalità.