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L’Unesco attacca i sindacati: “gli scioperi danneggiano Pompei”

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Sciopero e code a Pompei “sono un danno per il Paese“. Lo fa notare Giovanni Puglisi, Presidente della Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco, che invoca per i beni culturali l’intervento del presidente del consiglio Enrico Letta. E sottolinea: “ha detto che si sarebbe dimesso se ci fossero stati tagli alla cultura… beh, qui di fatto qualche taglio alla cultura c’é, seppure camuffato”.

Sul tema, spiega Puglisi, “la penso come il Ministro Bray: senza una precisa scelta strategica nessuno può ‘stampare cartamoneta‘, men che meno il Ministro dei Beni Culturali. E’ un problema serio e mi appello al senso di responsabilità di tutti, ma non certo al senso di responsabilità dei turisti che sono quelli che poi vanno là, chiedono un servizio e trovano invece le porte chiuse. Abbiamo messo Pompei tra i patrimoni dell’Umanità e l’umanità ne deve poter fruire“.

Puglisi, sottolinea di rivolgersi “in primis al Ministro dell’Economia e subito dopo al Presidente del Consiglio. In terzo luogo ai Sindacatipiuttosto che penalizzare i turisti dovrebbero forse trovare forme diverse di protesta e di collaborazione perché i sindacati, oltre a essere i garanti dei lavoratori, credo che siano una parte sociale”.

Il problema della fruizione dei beni culturali da parte dei turistiribadisce, “è un problema del Paese. Se tutti decidessimo di collaborare saremmo meno complici della destabilizzazione dell’immagine dell’Italia”. E conclude: “Non invoco le dimissioni di Letta, invoco che Letta si accorga di questo problema e intervenga quanto prima personalmente”.

One comment

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    Giuseppe

    29 Giugno 2013 - 11:23

    Puglisi sbaglia solo su un punto. Letta si deve dimettere. è solo un’altro burattino, in questo caso nelle mani di alcuni e pure di berlusconi. E fa ridere, quando parla di “puntare sul turismo”.. ma dove? già dai disastri della brambilla e dai tagli alla cultura di quel cialtrone che disse “con la cultura non si mangia” (certo con il cemento della mafia, invece ci mangi, eccome..) siamo ridotti ad essere culturalmente e turisticamente peggio di un paese del terzo mondo.i Turisti sono indignati, e il forte calo delle presenze straniere ne è un segnale.

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