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Matera, nessuno ha ascoltato il grido di Pasolini. Qualcuno ascolti il grido di Notarangelo

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18 aprile 1948. Palmiro Togliatti in occasione delle elezioni durante un suo comizio a Matera definì i Sassiuna vergogna nazionale”. La gente viveva in condizioni disumane. Le loro case dovevano essere abbattute. Nuovi quartieri costruiti. Cemento era sinonimo di civiltà per tutti.

1964. Matera. Pier Paolo Pasolini sceglie i Sassi per girare molte scene del film “Il Vangelo secondo Matteo”. I lavori previsti dalla legge di risanamento lo “incantano”. Stupito disse: “Voi state commettendo un delitto contro la civiltà contadina”.

1552990_716747781670943_491014713_nQuelle parole hanno trafitto Domenico Notarangelo, giornalista materano aiutante di Pasolini nella ricerca degli attori nonché comparsa egli stesso. All’epoca Notarangelo era segretario della FGCI, la federazione giovanile comunista. Anche per lui, come per tanti altri comunisti, contava erroneamente solo migliorare le condizioni di quella gente. Oggi i Sassi sono patrimonio dell’UNESCO. Oggi i Sassi sono il cuore del turismo materano. Pasolini anche in quell’occasione riuscì ad essere lungimirante. Lui era avanti di ben 50 anni.

Scelse Matera non perché fosse simile a Gerusalemme, ma perché per lui ERA Gerusalemme. La gente che viveva nelle grotte con due stracci per coprirsi dal freddo ERA la popolazione della Terra Santa.

Con il Maestro grandi personaggi: Enrique Irazoqui (Gesù), Alfonso Gatto (l’apostolo Andrea), Giorgio Agamben (l’apostolo Filippo), Elsa Morante.

Presto il capolavoro di Pasolini fa il giro del mondo e ha come sfondo la “Città dei Sassi”. Un privilegio grande ma non ancora degnamente riconosciuto a chi ne è stato l’artefice.

Ciò spiega le parole di rammarico di Domenico Notarangelo: “Quel che mi angoscia è il silenzio del Comune e delle altre istituzioni, sembra che Pasolini sia di incomodo”.

Tuttavia, dopo 50 anni, per lui Pasolini è ancora il “Maestro”, “la stella di prima grandezza” e per questo motivo le sue iniziative in programma sono tante: “Bisogna ricordare degnamente Pasolini e per questo faremo una convention nazionale nel 2014, in occasione del 50enario della sua presenza in Matera, per convogliare qui tutti i suoi gli amici. Più che fare una discussione faremo una grande festa. Stiamo progettando poi di riproporre al Comune di Matera di riconoscere a Pasolini la cittadinanza onoraria post-mortem e di dedicare a lui la Murgia San Vito dove è stato girato il film. Due anni fa quando fu concessa la cittadinanza onoraria all’interprete di Gesù, Enrique Irazoqui, a Pasolini è stata intitolata la Sala Consiliare del Comune di Matera e questo è già stato un risultato ma non basta.

L’altra idea sarà quella di far ricordare Pasolini ai materani e ai turisti con qualcosa di visivo come per esempio collocando in un punto strategico della città una grande teca di bronzo in cui ci sia il raccolto di Pasolini e la sua immagine. Grazie a lui è nato il bisogno di conoscere la realtà dei Sassi di Matera, di scoprire un nuovo mondo”.

Un errore in passato è stato già commesso: i Sassi furono svuotati e i finanziamenti usati per costruire e non per recuperare.

Nessuno ha ascoltato il grido di Pasolini. Qualcuno ascolti il grido di Notarangelo.

Ilaria Fiore

Ho 23 anni, vivo a Matera e sono iscritta alla Facoltà di Lettere e Filosofia di Bari, curriculum: editoria e giornalismo. A scuola ho sempre avuto due passioni: la matematica e l’italiano. Conseguito il diploma mi sono ritrovata a scegliere cosa fare delle mia vita: ho guardato dentro di me e tra i miei due “amori” ho scelto quello che più mi emozionasse. La scrittura mi permette di esprimermi nel modo in cui la sola voce non mi consentirebbe di fare; di fermare il volo dei miei pensieri; di viaggiare in altri luoghi e in altri tempi. La scrittura è comunicazione e la comunicazione siamo noi. Sto studiando per diventare giornalista e lavorare nella mia terra per raccontare tutte le sue verità. Adoro immortalare i momenti con uno scatto fotografico. Guardare uno fotografia significa trovare una nuova fonte d’ispirazione per scrivere il proprio mondo interiore. Come diceva il grande Walter Benjamin: “Si capisce come la natura che parla alla cinepresa sia diversa da quella che parla all’occhio. Diversa specialmente per il fatto che al posto di uno spazio elaborato dalla coscienza dell’uomo interviene uno spazio elaborato inconsciamente”.

Comments (3)

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    Lindo Zarelli

    6 Gennaio 2014 - 19:18

    La definizione fu di De Gasperi e non di Togliatti, se ricordo bene

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    ilaria

    8 Gennaio 2014 - 17:03

    http://www.treccani.it/enciclopedia/matera_res-19474db8-9bc2-11e2-9d1b-00271042e8d9_(Enciclopedia-Italiana)/

    questa è solo una delle fonti che attribuisco quelle parole a Togliatti.
    Tuttavia la fonte più attendibile alla quale io mi sono rifatta è lo stesso Domenico Notarangelo citato nell’articolo e il suo libro “Pasolini Matera” da me letto prima di scrivere l’articolo.

    Togliatti parlò a Matera il 1 aprile 1948 e denunciò la famosa vergogna dei Sassi, dopo venne De Gasperi nel 1950 e annunciò la legge di risanamemnto dei Sassi.

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    RAFF BB LAZZARA

    9 Gennaio 2014 - 21:02

    COMUNQUE, VIVETECI VOI NEI SASSI, CON TUTTO IL MIO RISPETTO PER PPP E LA CULTURA CONTADINA, DI NOTTE IN INVERNO FA FREDDO ….

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