Dal 2001 al 2017 una media di 170 comuni sono stati commissariati ogni anno, circa il 2% dei quasi 8.000 comuni italiani. E l’incidenza nel Sud è maggiore: nel 2017 il 60% dei comuni commissariati erano nel Mezzogiorno. A rivelarlo è il report “Fuori dal Comune”, realizzato da Openpolis.

In Italia un Comune può essere sciolto per 4 motivi: persistenti violazioni di legge (art. 141 del Tuel); la mancata approvazione del bilancio (art. 141 del Tuel); il mancato funzionamento degli organi (possibilità che può riguardare o il sindaco con dimissioni, decadenza, sfiducia e decesso o i consiglieri con dimissioni di massa o impossibilità di surroga); per persistenti e influenti infiltrazioni della criminalità organizzata.

Se il fenomeno ha caratterizzato la storia recente del nostro Paese in maniera costante, la stessa uniformità di dispersione non si può dire per le regioni che sono state coinvolte. Oltre il 50% dei commissariamenti dal 2001 ad oggi hanno riguardato comuni del Sud Italia. Regione più coinvolta è stata la Campania con 533 commissariamenti, il 18,70% dei provvedimenti registrati. Molto distanziate le altre regioni che guidano la classifica: Lombardia con 378 provvedimenti (il 13,26% del totale), la Calabria con 355 (12,45%), Puglia con 267 (9,37%), Piemonte con 255 (8,94%) e Lazio con 231 (8,10%).

I comuni vengono sciolti in tutto il paese, ma l’incidenza del fenomeno nelle regioni del Sud è maggiore. Al livello di macro aree le considerazioni da fare sono varie. La prima è che i comuni del centro Italia, numericamente di meno, sono stati storicamente meno coinvolti dal fenomeno, rappresentando in media il 13% dei commissariamenti annui. Più alte, invece, le percentuali del Nord e del Sud Italia, incluse le Isole.

Significativo sotto quest’aspetto il fatto che, dal 2010 ad oggi, i dati del Nord Italia siano in crescita, segnando, almeno dal punto di vista generale, un leggero cambio di tendenza. Tra il 2001 e il 2009 l’incidenza dei comuni del Nord sul fenomeno (percentuale di comuni del Nord sul totale di quelli coinvolti) era in media del 31,21%, dal 2010 ad oggi la percentuale è salita al 35%. Di riflesso l’incidenza dei comuni del Sud e Isole è passata dal 56% al 51%. Cambiamenti non determinanti, ma che rappresentano comunque una novità nazionale da segnalare.

C’è, infine, il caso del comune di San Luca, città calabrese in provincia di Reggio Calabria, senza sindaco dal 17 maggio del 2013, giorno in cui il consiglio è stato sciolto per ingerenze della criminalità organizzata. Dopo la proroga del commissariamento nel 2014, per 3 tornate elettorali consecutive, ultima in ordine di tempo le amministrative 2018, non sono state presentate liste elettorali.