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Rubare alla cultura è come rubare ad un bambino indifeso. Vergognatevi tutti

Eccone ancora uno.

Eccone uno che – secondo un’inchiesta della magistratura – ancora prova a fare il furbo con la cultura.

Ecco il nuovo furbetto dei furetti, Luigi De Fanis, assessore alla Cultura alla Regione Abruzzo, successore di Mauro Di Dalmazio, “figlioccio” politico di Gianni Chiodi (governatore dell’Abruzzo).

Rubare alla cultura oggi è come rubare le caramelle a un bambino, come scippare una vecchietta in carrozzella, come approfittarsi di un vecchio non più in grado di intendere e di volere per rubargli i soldi.

Bisognerebbe inventare un’aggravante: “reati contro la cultura”.

Chiedere mazzette per ogni progetto “approvato” – come si evince da questa indagine della Procura di Pescara – è una tecnica vecchia come il cucco, e mi fa venire rabbia che ancora ci siano delle persone del genere a gestire il patrimonio più importante che abbiamo in Italia.

E dunque mi viene voglia di reagire. Come fare? Sarà legale organizzare un sit-in di protesta sotto casa di De Fanis, suo carcere temporaneo?

E’ legale lanciare uova marce? Spero di si. Nel frattempo mi mordo i gomiti, dalla rabbia. Non riesco ad accettare che Gianni Chiodi, dopo gli infiniti suggerimenti gratuiti che da teramano gli ho dato (soprattutto nei suoi ultimi giorni da Sindaco, perché poi a Teramo non si è più visto), abbia affidato la cultura a De Fanis.

Qui l’unica strada da percorrere sono le dimissioni in blocco della giunta regionale. Non vedo altre soluzioni. Nel frattempo organizzo un sit-in.

Vado sotto casa? E’ troppo? E’ minaccioso? Per me la cultura della mia terra è come un bambino indifeso.

Avrei fatto lo stesso se fosse stato un altro caso.

Vergogna, vergognatevi.


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