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Se non si aiuta il #Sud l’Italia non può competere in #Europa

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L’Istituto Tecné e la Fondazione Di Vittorio della Cigl, hanno pubblicato il “Rapporto 2015 sulla qualità dello sviluppo in Italia”.

In esso viene fotografato il divario tra Nord e Sud con una scala, che se viene considerata 100 per l’Italia, essa registra 111 punti nel Nord Est del paese, 107 nel Nord Ovest, 103 al Centro e solo 87 punti al Sud e nelle isole.

Si tratta di una valutazione che tiene conto dei parametri più importanti, dai servizi sanitari e sociali, alla qualità delle abitazioni, all’equità economica sino alle condizioni di salute.

Un’Italia a due velocità, come siamo abituati a vedere da sempre e che complessivamente vede gli italiani avvertire il senso di un calo della qualità della vita.

Per ciò che concerne la proprietà dei beni posseduti dalle famiglie, il Nord Est si attesta a 112 punti, il Nord Ovest ed il Centro a 103, Il Sud ad 88 e le isole a 90.

Per ciò che concerne internet, a fronte del 95% che ha il televisore, il 70% guarda il web al Nord e il 60% al Sud. In questo caso lo scarto Nord Sud, è ridotto.

Anche ciò che concerne la salute, il Centro Nord prevale sul Sud con poco scarto. E tali differenze sono dovute agli stili di vita e ai servizi che incidono su tale stile.

Negli altri campi la forbice di differenza è sempre in favore del Nord. Se guardiamo all’inquinamento, qualità urbana e sicurezza, noteremo un Nord Est a 108 punti, un Nord Ovest a 103, un Centro a 98, le isole a 97 ed il Sud a 93.

Scrive il rapporto in sede di sintesi che l’Italia non deve solo recuperare fiducia, ma anche dotarsi di un progetto che colmi il divario tra Nord e Sud.

“E’ impensabile recuperare il terreno perduto con la crisi, e competere con le nazioni europeo avanzate, se permangono differenze così forti nelle varie aree del paese.”

Roberto Zarriello

Imprenditore digitale, saggista, giornalista – Brand Journalism Expert -. Ho fondato startup come Digital Media e InstaGo, società specializzata in gestione profili e pagine Instagram, ho creato e dirige la prima Digital Academy del Sud (main partner Conad, Tiscali, Resto al Sud) sul talento digitale, lanciato il primo think tank sul giornalismo e la comunicazione digitale (Comunicatori Digitali Associati in collaborazione con GSA). Laureato in Scienze Politiche all’Università degli Studi di Bari, oggi sono Docente di Comunicazione Digitale e Social Media all’Università Telematica “Pegaso” e in vari master universitari (Roma, Ferrara, Foggia, Unimol, Milano). Sono stato formatore per la Corte Costituzionale (ufficio stampa 2.0 e social media) e Web Editor dell’Isola d’Elba occupandomi di riscrivere e riprogettare l’intero processo di comunicazione e relativo piano editoriale. Ho collaborato con le Cattedre di Organizzazione e Comunicazione degli Uffici Stampa e di Pianificazione Media e Comunicazione allo Sport della Facoltà di Scienze della Comunicazione all’Università “La Sapienza” di Roma. Sono stato speaker e moderatore di molti eventi sul digital negli ultimi 15 anni tra cui Web Marketing Festival, Festival del Giornalismo, SMAU, Ninja Talk, ed una serie di convegni e conferenze con Ordine dei Giornalisti (in 10 regioni italiane), Centro di Documentazione, Primo Piano Formazione, TVLP (anche all’ambasciata USA in Italia) fino a organizzare “La Battaglia delle Idee” evento che ha visto radunate a Salerno oltre 1.000 startup e agenzie di marketing digitale. Scrivo di comunicazione, web e nuove tecnologie su HuffingtonPost.it e coordino il social media team di Tiscali.it come consulente. Dal 2003 collaboro con il gruppo Espresso, con cui ho creato il progetto “Città 2.0” su Repubblica. Seguo diversi progetti editoriali dedicati alla cultura e all’innovazione. Ho coordinato fino al 2017 la prima Commissione sulla didattica digitale del MIUR istituita dall’USR Molise. Ho scritto libri per il Centro di Documentazione Giornalistica (2 edizioni di Penne Digitali + 2 edizioni di Brand Journalism) e per Franco Angeli Editore. Nel 2015 ho ricevuto il premio Giornalistico Nazionale ‘Maria Grazia Cutuli’ per la categoria “Web, Editoria digitale”.

Comments (3)

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    Ezio Capra

    31 Gennaio 2016 - 23:26

    il problema e che se noi del nord andassimo al sud in poco tempo sarebbe il contrario perche ce lanno propio nel dna

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    luigi

    1 Febbraio 2016 - 10:08

    Possibile che tutto quello che si deve fare in meridione lo debba fare lo stato quindi gli italiani tutti e al nord tutto lo devono fare gli imprenditori? Se i Signori della Regione Sicilia cominciassero a dare il buon esempio chissà forse servirebbero meno aiuti di stato. Ricordo ad esempio la regione Sicilia è quella con il maggior debito, nonostante gli aiuti e che il suoi rappresentanti sono i meglio pagati d’ Italia. Pensateci un po prima di continuare a parlare di aiuti.

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