Sicilia, lo Stato blocca i fondi a pioggia

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Palazzo dei Normanni

Il commissario dello Stato per la Regione siciliana ha impugnato alcune norme della legge finanziaria, approvata il primo maggio, tra cui la famigerata ‘tabella h’, l’elenco di 135 enti e associazioni beneficiari di 24 milioni di euro, approvato a notte fonda tra mille polemiche.

Per il commissario Carmelo Aronica “la norma dà adito a rilievi di carattere costituzionale” perché “l’Assemblea regionale interviene nuovamente con un provvedimento ad hoc destinato esclusivamente a determinate istituzioni, da anni fruitrici di provvidenze pubbliche senza ancorare la scelta operata a precisi e confacenti parametri di comparazione e valutazione”.

Il principio di uguaglianza esige che le leggi singolari, come la norma in esame, corrispondano ad obiettive diversità delle condizioni considerate rispetto a quelle di enti similari, che giustifichino razionalmente ed obiettivamente la disciplina di privilegio adottata”, scrive ancora il commissario.

Per il prefetto Aronica “se non sono contestabili la valenza ed il rilievo, anche a livello ultra regionale, di talune associazioni e fondazioni destinatarie dei contributi, ciò che costituisce motivo di censura è l‘omessa valutazione e comparazione delle loro situazioni con quelle delle altre istituzioni operanti in medesimi settori in Sicilia”.

E sostiene che “detto esame comparativo avrebbe potuto (e dovuto) essere effettuato mediante una esaustiva istruttoria amministrativa operata dalla competente commissione legislativa prima dell’adozione della legge dalla cui conclusione potesse emergere una obiettiva diversità di condizioni che giustificasse la scelta operata dal legislatore in favore dei 135 enti in questione”.

Foto da internet: Palazzo dei Normanni, sede dell’Ars.

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