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2017: il mondo dell’auto non conosce crisi

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Gli esperti del settore concordano: il mercato dell’auto in Italia sembra espandersi sempre di più, tanto che lo Stato non ha avuto bisogno di incentivare l’acquisto di auto nuove con l’ultima finanziaria. Come mai? Negli ultimi due anni il numero di vetture immatricolate in Italia ha subito un forte incremento, caso raro in Europa, e destinato a mantenersi tale.

Mentre altri mercati europei si contraevano (soprattutto quello tedesco), e Francia e Spagna crescevano in misura modesta, nel primo semestre del 2017 gli italiani hanno messo su strada ben 1.136.331 unità. Si tratta di un dato molto positivo per il settore, soprattutto considerando che si tratta di un incremento di 8,91 punti percentuali rispetto al primo semestre dell’anno scorso, un anno già positivo sotto molti aspetti.

Non solo auto nuove, però: gli italiani si danno da fare anche nel mercato dell’usato. I dati ACI relativi ai primi sei mesi di quest’anno mostrano un aumento dei passaggi di proprietà segnalati al registro automobilistico del 5,3% rispetto allo stesso periodo del 2016. I fattori di questa crescita generale potrebbero essere diversi, tra cui il desiderio di acquistare vetture a prezzi inferiori. Tuttavia, visto l’alto numero di auto immatricolate, una prima idea è che gli italiani stiano aggiornando il loro parco auto più in generale.

Quali sono le differenze fra Nord e Sud? I risultati di uno studio condotto dal portale per la compravendita di auto online Noicompriamoauto.it sui marchi di auto più valutati dal 2015 ad oggi sembrano essere chiari in proposito: le auto più valutate al Sud sono tedesche, con l’unica eccezione del mercato campano dove dominano le vetture del marchio Fiat. Dal Po a scendere, infatti, i primi due posti sul podio delle auto più valutate spettano a due marchi tedeschi: Mercedes (9,79%) e BMW (9,33%), seguite a ruota dalla casa torinese (8,68%). Un dato in forte controtendenza rispetto a quanto avviene nelle regioni settentrionali: qui il mercato delle auto usate e delle valutazioni è dominato da Fiat (9,16%), BMW (8,70%) e Volkswagen (8,05%).

I motivi? Oltre al patriottismo e al fatto che i modelli Fiat sembrano più adatti a muoversi agilmente all’interno delle città italiane – la casa è specializzata in city cars, in fondo – un contributo rilevante è dato dall’introduzione dei modelli recenti. Per dimensioni, design ed emissioni gli ultimi modelli Fiat sono più richiesti, e quindi meno svalutati: in primis le nuove 500, auto popolare che ha contribuito ad aumentare l’allure del marchio. Per le auto tedesche, invece, il ragionamento è diverso. Rinomate per la loro qualità costruttiva, risultano molto più facili da vendere, soprattutto per chi cerca un investimento a lungo termine, in aree in cui spostarsi in auto è necessario. Proprio per questo motivo si sceglie di far valutare la propria auto tedesca, sicuri del fatto che il suo valore nel tempo sarà diminuito di poco rispetto al prezzo d’acquisto.

Ma sarà una situazione destinata a durare a lungo? Difficile da dire. La grossa diffusione di auto elettriche nel 2017 e gli scandali sulle emissioni sembrano aver dato una forte scossa al mercato, ma è ancora troppo presto per prevederne gli effetti, che saranno molto più chiari all’inizio del 2018, con la diffusione dei dati necessari.

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