“Diari dal Sud”, una passeggiata tra le bellezze del Mezzogiorno. Quarta tappa: Lecce

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L’ appuntamento settimanale per scoprire le bellezze dei territori del sud. Una passeggiata tra i luoghi degni di nota del Mezzogiorno. E’ “Diari dal sud”, la rubrica firmata Resto al Sud. La passeggiata di oggi è tra le bellezze del capoluogo salentino: Lecce. Situata in posizione centrale della penisola salentina, è il centro di un’area vasta comprendente 31 comuni della parte settentrionale della provincia. E’ il capoluogo di provincia più orientale d’Italia.

Barocco leccese

Le antiche origini messapiche e i resti archeologici della dominazione romana la inseriscono tra le città d’arte d’Italia. Lecce si distingue per la ricchezza e l’esuberanza del barocco tipicamente seicentesco delle chiese e dei palazzi del centro, costruiti nella locale pietra leccese, calcare molto adatto alla lavorazione con lo scalpello. Lo sviluppo architettonico e l’arricchimento decorativo delle facciate è stato particolarmente curato durante il Regno di Napoli e ha caratterizzato la città in modo talmente originale da dar luogo alla definizione di barocco leccese.  È stata candidata a capitale europea della cultura per il 2019 ed è stata capitale italiana della cultura nel 2015.Turisticamente svolge un ruolo di primo piano in Puglia, terza solo a Napoli e Matera nell’Italia peninsulare del Sud.

La peste del 1656

Il 1630 fu l’anno in cui si diede il via alla costruzione di moltissime strutture religiose. La città si trasformò in un vero e proprio cantiere a cielo aperto, per le tante opere civili e religiose. Una tremenda epidemia di peste  nel 1656 colpì Lecce e la tradizione religiosa narra di un miracolo per intercessione di sant’Oronzo, che fu poi, per questo, proclamato patrono della città.  Tra i monumenti architettonici più importanti della città vanno citate le sue chiese e le varie dominazioni straniere che hanno segnato la storia di Lecce hanno influito anche sulla religiosità della popolazione, come nel caso dei Normanni, degli Angioini e degli Aragonesi.

La Basilica di Santa Croce

Chiesa di Santa Croce

La Basilica di Santa Croce è uno dei maggiori complessi architettonici della città e costituisce il più significativo esempio del barocco leccese. Fu edificata a partire dal 1549 e secondo Maurizio Calvesi e Mario Manieri Elia il complesso programma decorativo della facciata andrebbe connesso a una celebrazione della vittoria nella battaglia di Lepanto (1571) nella quale le potenze occidentali avevano avuto la meglio sull’Impero ottomano, con grandi benefici commerciali per la Terra d’Otranto. Accanto alla Basilica di Santa Croce è situato il Palazzo dei Celestini che venne edificato tra il 1659 e il 1695 da Giuseppe Cino e Cesare Penna su progetto di Giuseppe Zimbalo.

Palazzo dei Celestini

Palazzo dei Celestini

La facciata, presenta delicati disegni ornamentali accanto alle finestre e all’ingresso, con punti e festoni floreali, e costituisce un esempio di barocco sobrio, alquanto raro da vedere nella Lecce settecentesca. Un tempo sede del convento dei Celestini, il palazzo è sede del Palazzo del Governo (Prefettura) e dell’Amministrazione Provinciale.

Piazza Sant’Oronzo

Colonna Sant’Oronzo

Il salotto elegante di Lecce è Piazza Sant’Oronzo, in parte occupata dall’Anfiteatro romano del I-II secolo d.C., riportato alla luce all’inizio del Novecento. Nella piazza s’innalza la colonna di Sant’Oronzo, donata dalla città di Brindisi per adornare la piazza. Di fronte alla statua si trova l’armonioso palazzetto del Sedile, antica sede del Municipio, dove il sindaco riceveva la cittadinanza. Accanto a questo edificio, sorge la chiesetta di San Marco, importante testimonianza dell’esistenza di una colonia di mercanti veneti giunti in città per praticare attività commerciali.

L’ Anfiteatro Romano

Teatro Romano

L’anfiteatro Romano è situato nella centralissima piazza Sant’Oronzo. Restano l’arena, le gradinate inferiori e parte delle mura esterne. Fu costruito in età augustea e misurava circa 102 m × 83 m e riusciva a contenere oltre 25 000 spettatori. In epoche successive fu sotterrato e sovrastato da altri edifici. Il monumento venne scoperto durante i lavori di costruzione del palazzo della Banca d’Italia, effettuati nei primi anni del Novecento. Le operazioni di scavo iniziarono quasi subito, grazie alla volontà dell’archeologo salentino Cosimo De Giorgi, e si protrassero sino al 1940; è possibile ammirare solo un terzo dell’intera struttura, in quanto il resto rimane ancora nascosto nel sottosuolo di piazza Sant’Oronzo dove si ergono alcuni edifici e la chiesa di Santa Maria della Grazia.

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