Nina, l’assistente dei turisti virtuale ma “quasi umana”

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Un’assistente personale virtuale che accompagna le persone in vacanza dando suggerimenti sul territorio e gestendo servizi o prenotazioni tramite la messaggistica istantanea di Whatsapp. Si chiama Nina e sarà operativa ufficialmente sulle spiagge salentine.

A disposizione dei turisti gratuitamente

L’idea nasce da Le Cinque Vele di Alessandro Stivala e della sua famiglia. Le Cinque Vele è uno stabilimento balneare sulla costa ionica salentina, in località Pescoluse, Lecce. Il servizio sarà messo a disposizione gratuitamente di tutti i turisti per scoprire cosa offre il territorio. Il progetto Nina nasce dall’esigenza di reinventare l’approccio turistico e la valorizzazione dei territori italiani in un’estate particolare come l’estate 2020 post pandemia.

La vera storia di Nina

“Nina non era mai sazia di sapere” così parte il racconto di Nina, come una sorta di diario in cui si parla di una ragazza universitaria che studia lontano dalla propria città nel leccese. E di una tesi di laurea in psicologia della comunicazione su “L’ importanza della comunicazione col viaggiatore”. Con la notizia del virus e la chiusura nazionale, Nina era tra quelle persone che da nord ha deciso di rientrare a casa. Come scrive nel diario: “Il virus agiva incontrollato come la reazione di migliaia di persone, che, nella notte tra il 7 e l’8 marzo, avevano preso d’assalto i treni per fare ritorno a casa. Ci stavamo rendendo i corrieri del virus. Lo portavamo dal nord al sud. Non sono riuscita a fermarmi, volevo solo arrivare presto a Salve“.

L’assistente virtuale quasi umana

“Il coronavirus mi ha riportata a casa, nella mia terra, e mi ha insegnato che la tecnologia può unire. Così ho deciso di darle una mano: ci metteremo l’una al servizio dell’altra, lei diventerà più umana, ed io un po’ più virtuale. Diventerò l’Assistente Virtuale “quasi umana” dei turisti che visiteranno la mia terra. Quest’estate, quando saremo ancora sottoposti a limitazioni e distanziamento, io farò in modo di far sentire vicine le persone, trasmetterò loro calore, informazioni e fiducia. Sarò l’amica locale, di tutte le persone che si rifugeranno nella mia terra, per rinfrancarsi dalla paura vissuta in questi mesi”.

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