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Cosa mangiavano gli abitanti di Ercolano prima dell’eruzione del Vesuvio del 79 d.C.
07 Set 2021 11:16

Sulla rivista Science Advances è stato pubblicato alla fine dell’agosto scorso il resoconto di un lavoro, che si è svolto presso l’Università di York, in Gran Bretagna, incentrato su cosa mangiavano gli abitanti di Ercolano prima dell’eruzione del Vesuvio del 79 d.C.

Lo studio, guidato da Silvia Soncin e da Oliver Craig, che ha visto la collaborazione, tra gli altri, del Parco Archeologico di Ercolano, il Parco Archeologico di Pompei e il Museo delle Civiltà di Roma, ha riguardato i resti degli abitanti di Ercolano che persero la vita cercando di fuggire dall’eruzione.

A partire dagli Anni Ottanta, nei fornici che si affacciano sull’antica spiaggia di Ercolano sono stati scavati 340 individui, dove questi si rifugiarono nel tentativo di sfuggire alla morte. Questo raduno di vittime di una catastrofe naturale è di enorme interesse pubblico ed offre anche l’opportunità di far migliorare in modo significativo le conoscenze della società romana attraverso l’applicazione di approcci bioarcheologici.

In questo studio, 17 degli individui recuperati dai fornici sono stati analizzati attraverso l’analisi degli isotopi stabili del carbonio e dell’azoto degli amminoacidi che compongono il collagene osseo al fine di ricostruirne la dieta con grande precisione.

Foto di Graham Hobster da Pixabay

“Dalle fonti storiche si recepisce che spesso vi fosse un accesso differenziato alle derrate alimentari tra uomini e donne ma raramente vengono forniti dati quantitativi e evidenze dirette – ha affermato Craig – L’analisi degli amminoacidi ha permesso di quantificare tali differenze e di riflettere sulle cause”.

“Essenziale per la riuscita dell’analisi è stato anche un nuovo campionamento di resti botanici da Ercolano, cereali e legumi prelevati lo scorso settembre da Soncin presso i magazzini del Parco Archeologico.

I risultati isotopici ottenuti dai cereali, insieme a quelli del collagene di specie animali e marine sono, infatti, stati utilizzati per il confronto con i valori determinati per gli umani. Questo approccio ha permesso di evidenziare chiare differenze tra uomini e donne nel consumo di pesce e prodotti animali.

In particolare, si è visto che gli uomini a Ercolano ottenevano circa il doppio delle proteine dai prodotti della pesca di quante ne ottenevano le donne. Le donne, al contrario, consumavano in proporzione più prodotti animali rispetto agli uomini.

I dati dietetici di precisione, in termini sia di proteine che di calorie, ottenuti grazie a questo innovativo approccio bioarcheologico sono stati poi confrontati con quelli di popolazioni contemporanee, e, in proporzione, il consumo di pesce ad Ercolano è risultato essere molto più alto di quello degli abitanti del Mediterraneo della seconda metà dello scorso secolo.

“Gli uomini erano più probabilmente maggiormente impegnati nella pesca e in altre attività marittime, generalmente occupavano posizioni più privilegiate nella società, e venivano liberati dalla schiavitù in età più giovane rispetto alle donne. Tutti questi fattori probabilmente facilitavano il loro accesso a prodotti alimentari più costosi, come il pesce fresco”, ha affermato Silvia Soncin.

“La dieta seguita dagli antichi abitanti di Ercolano – ha spiegato il Direttore del parco Archeologico – non ci racconta solo delle abitudini alimentari ma ci mette anche di fronte ad una società organizzata secondo canoni assai diversi da quella odierna. Un mondo dove l’accesso abitudinario a determinati alimenti dipendeva non dalla fame o dalla possibilità di acquisto, ma da fattori culturali: il genere, la condizione sociale, la provenienza geografica dei componenti della comunità locale. Ercolano si conferma un laboratorio unico per l’avanzamento della conoscenza non solo guardando al passato ma anche e soprattutto, direi, al futuro e alle mille possibilità di innovazione e di miglioramento della qualità della vita che possono derivare dall’attivazione degli insegnamenti della storia, piuttosto che dalla semplice raccolta di dati. Il parco Archeologico di Ercolano è impegnato nella promozione di studi internazionali intorno alla ricostruzione sotto molteplici aspetti di un mondo la cui vita cessò in poche ore, ma la cui memoria attiva risuona tuttora nella mente e nell’animo di chi voglia ascoltarla”.


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