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Al Sud c’è un popolo affamato di buon governo

La febbre. Il rapporto tra PD e SEL in questi giorni si è fatto incandescente nell’aula del Senato.

Le posizioni si divaricano come non mai: da un lato, l’impegno comprensibile di portare a compimento il disegno delle riforme elettorali e istituzionali, dall’altro il bisogno di garantire il delicato equilibrio tra i poteri e il mantenimento degli spazi della partecipazione democratica.

Sono tra coloro che sperano nella mediazione, nel dialogo. La contrapposizione distruttiva non produce mai nulla di buono. E sulle regole dovrebbe essere evitata. Speriamo che le ragioni della politica tornino a prevalere.

Tuttavia. Quello che accadrà nei prossimi giorni a Roma non può togliere quello che abbiamo vissuto qui in Puglia nei dieci anni di governo condiviso. Qui abbiamo dimostrato che sulle cose da fare sappiamo lavorare insieme.

Qui abbiamo testimoniato che, pur con opinioni diverse, c’è un retroterra di valori comuni che ci consentono di dialogare anche sulle questioni difficili. Qui abbiamo capito che il centrosinistra, “tuttattaccato”, è un popolo affamato di buon governo e assetato di buona politica, che ritrova se stesso quando si raccoglie attorno alla domanda profonda di cambiamento.

Qui siamo consapevoli che, senza alcun delirio di onnipotenza, nessuno può farcela da solo, ma che solo un grande sforzo corale può spingere ancora più avanti questo pezzo di sud nella sfida del governo.

Ecco tutto questo è il nostro patrimonio comune. Che difenderemo anche durante i giorni della turbolenta burrasca estiva.


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