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Bisogna amministrare le città con #allegria
18 Nov 2015 07:39

Amministrare le città con allegria e leggerezza. Sembrerebbe un’utopia e già ascoltare questo proposito potrebbe far sorridere amaramente, soprattutto se il pensiero fosse rivolto alle non sempre esaltanti “performance” della nostra dirigente classe politica. Eppure, per i pragmatici responsabili dell’associazione Labsus (Laboratorio per la Sussidiarietà), questo disegno, in molti Comuni italiani, ha superato l’idealità abbracciando la realtà. Sono, infatti, già 62 i Comuni che, dal nord al sud del Paese, hanno adottato il Regolamento per l’Amministrazione “condivisa” definito sulla base di un “patto di collaborazione” tra Istituzioni e cittadini, per la cura dei beni comuni.

I beni comuni – ha spiegato Gregorio Arena, presidente nazionale di Labsus, protagonista a Bari del seminario “Sussidiarietà orizzontale e amministrazione condivisa – non sono neutrali, ma il Regolamento che proponiamo e che può essere modificato sulla base delle esigenze locali è auspicabile che produca la convergenza di maggioranza ed opposizione”. È, questo, uno strumento non solo tecnico-giuridico (il principio relazionale della sussidiarietà è anche un principio costituzionale: art. 118 della Carta), ma anche fortemente sociale perché, se ben utilizzato, potrebbe innescare la scintilla della partecipazione.

Nel documento – ha precisato Arena anche per rappresentare una discontinuità culturale con la legge 241/90 nella quale si parlava di “accordi” tra Enti Locali e Comunità, abbiamo scelto volutamente di usare la parola “patti” che pone tutti democraticamente allo stesso livello perché vorremmo che fossero liberate le migliori energie civiche per la tutela e la valorizzazione dei vari beni comuni diffusi nelle nostre città, oggi spesso degradati e abbandonati”.

E proprio sulla complessa gestione delle migliaia di beni architettonici, spesso di pregio, oggi inutilizzati e abbandonati, si è espresso il delegato dell’Agenzia del Demanio, Aldo Patruno. “Per prima cosa – ha sottolineato Patrunodiciamo che beni comuni e beni pubblici non sono la stessa cosa, non solo da un punto di vista giuridico, ma anche pratico e politico. Né possiamo omettere, inoltre, il dato che, a causa della crisi economica e finanziaria, lo Stato ha provveduto in questi ultimi anni sia a “regalare” beni dal grande valore a Comuni e a società partecipate sia ad avallare processi di dismissione, per ridurre l’ingente debito pubblico con questa scelta che presto si è rivelata sbagliata”.

Il vero problema, che rappresenta per il prossimo avvenire anche una sfida, tuttavia, sembra essere, dolentemente, un altro. “Una delle principali criticità – ha chiarito il funzionario del Demanionon è trovare le risorse, ma capire come valorizzare, mediante un progetto economicamente sostenibile, questo immenso patrimonio pubblico dismesso”.

Sulle stesse frequenze di Patruno si è sintonizzata, infine, anche Titti de Simone, consigliera per l’Attuazione del Programma del presidente della Regione Puglia Michele Emiliano. “Per cominciare, forse, dovremmo elaborare un censimento del nostro patrimonio immobiliare, ad oggi sconosciuto, e successivamente promuovere, con opportuni strumenti e politiche, la responsabilità diffusa sui territori perché questi siano esaltati dal protagonismo dei cittadini attivi che vogliono essere agenti del cambiamento”.

Tutti i relatori intervenuti, coordinati dal referente per la Puglia di Labsus Pasquale Bonassora, nel chiudere i lavori di questo fondamentale seminario che ha consentito a molti amministratori locali di conoscere le potenzialità del Regolamento per un’Amministrazione “condivisa”, su un aspetto sono stati d’accordo e sul quale occorrerà lavorare: sempre più sono i cittadini che accettano di mobilitarsi per il bene del proprio territorio e a tutti questi agenti del cambiamento, che operano con gratuità e per solidarietà, le Istituzioni, se non vorranno essere attraversate da tensioni sociali, dovranno fornire gli strumenti perché siano esercitati i loro diritti. Perché una città che funziona è una città nella quale si vive meglio. Con fiducia. E perché, alla fine, amministrare insieme, con allegria e leggerezza, è possibile.


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