';

Due #lezioni che ho imparato dalla visita del presidente #Mattarella

Ho seguito professionalmente l’inaugurazione dell’anno scolastico in una scuola (Sannino / Petriccione) di Ponticelli (aspettate, devo aggiungere “quartiere difficile di Napoli”) con il Capo dello Stato Sergio Mattarella.

Ho imparato due cose. Due lezioni. Di quelle salutari. Ed ho avuto l’ennesima conferma.

La prima lezione: mai giudicare col metro della antipatia e/o del pregiudizio chiunque.

Mattarella è stato tutto tranne che un politico paludato, rituale, formale. Ha espresso davanti a migliaia di giovani studenti concetti come legalità, lotta alle mafie, cultura, istruzione, memoria con una semplicità disarmante.

È stato diretto ed è andato dritto al cuore di quei ragazzi e di quei bambini che lo ascoltavano.

Da questa prima lezione che ho appreso ne discende la seconda. Io da tempo penso che l’Italia sia un Paese fallito (non solo economicamente), corrotto fino al midollo (e non mi riferisco solo al reato e al peccato), quasi impossibile da emendare.

Girando tra quei ragazzi, guardando quei ragazzi, ascoltando quei ragazzi posso dire che l’Italia vista attraverso i loro occhi è un Paese migliore di come lo abbiamo conciato e dunque lo immaginiamo noi.

La conferma, infine. Gli insegnanti di certe scuole, di certe periferie, di certe città sono prim’ancora che educatori dei missionari.

E considerano i loro studenti alla stregua di figli.

E poi Napoli: è una città, una mamma straordinaria, con una vitalità e una capacità di rinnovarsi senza mai rinnegarsi che non sarà mai fiaccata da quattro bestie con i pistolotti in mano.

Anche su questo il Presidente Mattarella mi è piaciuto.


Dalla stessa categoria

Lascia un commento