Il tirocinio diventa lavoro. Ecco i dati di Pescara

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Nonostante le troppe difficoltà e i clamorosi ritardi, l’attuazione in Italia della Garanzia Giovani – il Piano europeo per la lotta alla disoccupazione giovanile – rimane una grande, imperdibile, occasione. Anche per rilanciare, un prezioso strumento di politica del lavoro quale il tirocinio formativo che, a determinate condizioni, come dimostra un’esperienza del Sud, può ottenere grandi risultati.

È un tema sul quale l’Europa ha mostrato particolare attenzione. Tra le azioni previste nei Piani di attuazione di Garanzia Giovani, il tirocinio formativo copre una parte rilevante, sostenuta da milioni di euro, anche in chiave di mobilità nazionale e transazionale.

A marzo 2014 è stata adottata una Raccomandazione europea per un quadro di qualità dei tirocini formativi che, tra le altre cose, ha sottolineato con forza l’esigenza di conseguire obiettivi concreti di apprendimento e formazione, attraverso il coinvolgimento dei tirocinanti in un’esperienza pratica, di formazione on the job e con durata adeguata alle necessità.

Ma quali sono le condizioni per far sì che il tirocinio abbia un positivo impatto occupazionale? La qualità del progetto formativo e la qualità della “presa in carico”, ad opera dei servizi per il lavoro che promuovono il tirocinio.

Per spiegarmi ricorro ad un caso concreto. I centri per l’impiego della Provincia di Pescara hanno promosso – nel periodo 1 luglio 2012-30 giugno 2013 – 434 tirocini di sei mesi per giovani in target “Garanzia Giovani” fino a 29 anni di età.

A distanza di un anno dalla conclusione dell’esperienza di tirocinio, in 280 lavorano (64,5%, i dati derivano dalle Comunicazioni Obbligatorie). E, cosa molto significativa, ben 132 su 280 (47%) lavorano presso il soggetto ospitante. Vale a dire hanno un contratto di lavoro con l’azienda nella quale la Provincia li ha mandati in tirocinio. Nello stesso settore, con lo stesso datore di lavoro.

Tra l’altro, 44 hanno un contratto a tempo indeterminato, 124 a tempo determinato, 53 sono in apprendistato.

Perché i Centri per l’Impiego della Provincia di Pescara sono riusciti ad ottenere questi risultati? Perché hanno curato con molta attenzione: 1) la qualità del progetto formativo di tirocinio, promuovendo esperienze calibrate su misura, con contenuti formativi adeguati alle caratteristiche del giovane e mansioni a lui affidate esplicitate con chiarezza; 2) la selezione del soggetto ospitante e l’individuazione di tutor aziendali; 3) la preparazione del giovane all’esperienza, con laboratori di orientamento obbligatori e antecedenti l’inizio del tirocinio in modo da trasferire conoscenze su diritti e doveri del tirocinante.

Garanzia Giovani può e deve essere l’occasione anche per rafforzare i servizi per il lavoro, pubblici o privati. E innalzare in tutto il territorio nazionale, ma soprattutto al Sud, l’asticella della qualità. Mi auguro non venga sprecata. I tirocini targati Youth Guarantee meritano la stessa attenzione e risultati analoghi.

Tommaso Di Rino

Si interessa di Politiche del Lavoro e per lo Sviluppo Economico. E' convinto che la Pubblica Amministrazione possa funzionare, anche al Sud. Vive a Pescara.

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