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Al Sud il corriere della droga ha dieci anni
05 Dic 2013 08:30

Bambini di 10 e 11 anni costretti dai loro genitori a fare i corrieri della droga: consegnavano sostanze stupefacenti al tossicodipendente di turno e portavano a casa i soldi. Se si rifiutavano prendevano botte. Emerge anche questo dalle indagini dei carabinieri di Foggia sulla presunta organizzazione dedita allo spaccio di droga, alle rapine, detenzione di armi, e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, smantellata nei giorni scorsi con l’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 41 persone.

I provvedimenti sono stati emessi dal gip di Foggia, su richiesta della Procura. Diciotto persone sono finite in carcere, 16 agli arresti domiciliari, in sei sono state sottoposte all’obbligo di firma in caserma. Un altro indagato è sfuggito alla cattura ed è ricercato.

Significativo il bilancio dell’inchiesta che ha interessato le città di Margherita di Savoia e Cerignola: oltre 1300 sono stati gli episodi totali di spaccio accertati dagli investigatori, 150mila euro il giro di affari stimato del gruppo criminale tra marzo e ottobre 2011.

Per comunicare tra di loro i pusher – secondo l’accusa – usavano un sofisticato sistema di comunicazione in codice per nascondere l’identità delle persone che dialogavano e l’oggetto reale delle conversazioni. Per indicare lo stupefacente, si spaziava in vari campi: «motorino», «caffè», «motore grande», «macchina»; «persone»; «cipolline» (termini che stanno ad indicare le dosi di cocaina confezionate per lo spaccio da strada).

A carico di due indagati il gip ha riconosciuto la sussistenza di gravi indizi di colpevolezza quali esecutori materiali di una rapina a mano armata e dei reati di detenzione e porto illegale di una pistola in luogo pubblico e lesioni personali aggravate. Ad altri due indagati sono stati contestati i reati di falso e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.


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